lunedì, 29 dicembre 2008, ore 23:09

San Silvestro patrono

San Silvestro

capodanno, finisce un anno e fa capolino quello nuovo. Eppure è come fosse la prima volta, per tanti, per le tradizioni, per il desiderio di festeggiare il vecchio che se ne va e il nuovo che avanza. Capodanno tra frenesia di cercare emozioni, piacere, gola , e desiderio. Il capodanno migliore? Salutare il 2008 in compagnia delle persone che si amano e brindare insieme al 2009. Con semplicità e frugalità. 

A tutti un felice anno nuovo.

Robertoerre
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categoria : parole e libertà, la scatola delle cose futili

martedì, 23 dicembre 2008, ore 20:45

Una parola che da sola può significare tanto, sei lettere per racchiudere un pensiero che l'umanità tutta si rivolge per dare un senso alla vita che arriva al capolinea di un anno che termina e alla genesi di uno nuovo.

AUGURI 

auguri10

Una notte fredda,

 solo di stelle abitata,

lucida e silente scruta voi  e noi,

scende e accarezza i visi

 e stringe le mani aperte sul Natale,

 inizio di un'altra storia

Robertoerre
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domenica, 14 dicembre 2008, ore 18:05

 MOTEL

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Da un'idea di Rosso Venexiano sono nati dei racconti a più mani dal titolo: MOTEL, scritto dagli autori di Rosso Venexiano. (www.rossovenexiano.splinder.com)  Il libro è edito da Lulu.com. Il ricavato sarà totalmente devoluto a "i bambini di strada" GONDAR ETIOPIA

Pubblicato su MOTEL
47 attimi prima della fine
 
Ti scrivo a notte fonda, la mia insonnia colpisce ancora, anche se io vivo volentieri la notte, magica, silenziosa, conturbante; tutto tace, ma il silenzio diventa una musica soave che mi accompagna.
Sai dall’“inciampo” della prima notte insonne vissuta misteriosamente incollato al mio computer, mi riaffiorano spesso ricordi legati alla mia vita, dove sono diventato un uomo in questa città. Saperti qui ora mi riscalda il cuore di nostalgia per i tempi passati per com’ero felice di sentirmi al mondo, ancora giovane, entusiasta e spavaldo.
Vorrei dirti tanto di me, farmi conoscere e spiegarti di più. Scrivo ancora di notte, come quella prima notte, ti scrivo da una stanza di motel, ma in realtà è più un antro in equilibrio precario in cui cerco rifugio. Mi sento vicino a te. Ma tu lo non lo sai. Non ancora. Che strano saperti di fronte a questa stanza disadorna e anonima. Ma tu lo non devi sapere. Mi basta sentire la tua presenza di là dalla strada e forse in questo momento ti affacci alla finestra.
 Non oso aprire le tende logore e consunte che celano il mondo fuori di qui da questo motel, da questo mondo. La sveglia segna l’una di notte e qualcuno sta passando in corridoio. Ride sguaiato. Chissà perché? Ma poi a me non interessa. In fin dei conti cosa m’importa degli altri se io sono qui per te. Chiuso dentro ad un motel, il più insignificante del mondo. Si viene per farci del sesso. O per disperazione. O forse perchè non sanno dove andare. Troppi O e troppi perchè. Ma io cosa conosco di te? Cosa sappiamo l’uno dell’altro, un frammento di voce al telefono, un’immagine scambiata e fugace, poco, per la verità, eppure ci sei Lo sento.
 C’è un filo invisibile che mi lega a te, un filo resistente. L’unico filo che mi ha costretto ad arrivare di fronte a dove vivi. Ripenso alla canzone che mi hai fatto conoscere.
“Laggiù, dove l’aria è libera/saremo ciò che vogliamo essere. /Ora, se ci fermiamo, /troveremo la nostra terra promessa”. Sono parole per dirti che il nostro laggiù/quaggiù esiste. Non esco da qui preferisco aspettare. Sai la notte scorsa ho sognato di viaggiare dove il paesaggio scorre veloce, lo vedo riflesso nel vetro. Orridi verdeggianti misti a gallerie nere caliginose, anfratti, rupi, declini boschivi. Un viaggio a ritroso.
Fa caldo in questa stanza. Che triste sensazione sentire l’afa della notte e non poter uscire. Non voglio rischiare di vederti. Il motel mi protegge come un fedele amico. Colui che sa e mi comprende. Sa del mio segreto e non lo svela.
Un motel come cassaforte dei miei segreti. La chiave della stanza è la numero 47, come gli anni della mia vita. 47 attimi prima di terminare questa lettera. 47 secondi prima di spegnere la luce della stanza e abbandonare per sempre la vita......
Motel
Robertoerre
Robertoerre
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categoria : motel

sabato, 13 dicembre 2008, ore 22:33

 

La panchina dormiente

Voleva riposare quel giorno che aveva nevicato. Così la gente avrebbe evitato di sedersi e lei avrebbe tirato un sospiro. Per un giorno niente sederi e mani unte, sacchetti di cibo, mangimi per piccioni, lattine di coca cola sparse sul suo povero legno consunto. Pipì di cani e cartacce dei barboni dormienti, bambini con il moccolo al naso e vecchi pensionati intenti a leggere il giornale per tutta la mattina, senza dare il cambio alle casalinghe piene di borse e tendiniti. Ultimamente anche una coppia clandestina  bivaccava spesso nelle ore in cui la luce del giorno affievoliva. Poi c'erano i due amanti, lui distinto e un pò attempato, lei sulla cinquantina portati bene. Merito dell' estetista sicuramente. Insomma, la povera panchina era sempre sottoposta a turni estenuanti. Mai un giorno di riposo, Un'ora di tregua, Si era anche presa un ramo di pino in testa, ma sì in cima al poggia schiena. Aveva nevicato la notte precedente e lei tutta felice aveva pensato: "Finalmente! oggi non si lavora, e io dormo. Poi mi faccio un giro nel parco. Non aveva fatto i conti con il freddo. Neve significa temperature sotto lo zero. Si era presa una legnonite. Una specie di polmonite dei legni, delle panchine. Così la portarono al cantiere comunale per curarla. Il falegname dopo tre giorni ha sentenziato: "Non c'è più nulla da fare! malata terminale". Pensano di farne legna da ardere. Dormirà in qualche stufa al caldo......


panchina

Robertoerre
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sabato, 13 dicembre 2008, ore 01:16

Organizzo party in terrazza vista centro, palmizio originale per feste esotiche. Si accettano prenotazioni, anche gruppi oganizzati, si accettano cani.Telefonare ore pasti. Sconti per residenti. Portarsi binocolo. Per favore niente mozziconi di sigarette giù dal balcone(meglio non farlo sapere di sotto che vivo qui).... 

roma e lenzuola

Robertoerre
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categoria : notizie, la scatola delle cose futili

sabato, 13 dicembre 2008, ore 00:49

San PietroTu percorri in auto la strada con molta calma, è domenica, non hai fretta e viaggi a 30 chilometri. Devi andare all'edicola a comprare i giornali e già che ci sei fai un giro per la tua città meravigliosa ed eterna. Sei via con il pensiero e non ti accorgi in fondo alla strada che oltre c'è il vuoto.Quasi quasi non vedi che stai per andare a sbattere contro il cupolone di marmo. Eppure ero sicuro: ieri non c'era. Sembra che sia cresciuta la notte scorsa improvvisamente, è la stessa strada che percorro da secoli, prima che arrivassero le auto! 

Robertoerre
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categoria : parole e libertà, raccontimiei/tuoi

venerdì, 12 dicembre 2008, ore 18:55

 Sono i resti di una battaglia feroce tra l'uomo delle nevi e il nemico. Resti umani non identificati, sepolti, relitti di accessori meccanici, si vocifera di qualche sparuto sopravvissuto vagante tra le nebbie.

 

qui c

 

neve e auto

e sì che voleva parcheggiare nelle striscie a regola d'arte.

Robertoerre
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categoria : neve

mercoledì, 10 dicembre 2008, ore 22:35

neve 12 Sembrava una cartolina dipinta da mani sconosciute, un presepio dove un fondale nero per far risaltare macchie bianche luccicanti, palme esotiche, un capitello votivo. Silente e dormiente. Anche quello stupido del mio vicino: gli avevo detto di spostarmi l'auto!

 

neve 7

 

Oltre quel cancello il buco nero, una strada in salita verso l'ignoto. la porta di un parco oscuro. Un sentiero complicato e pericoloso. Ma allora perchè ci hanno messo un bar in cima? L'unico dove hanno la cedrata....

 

Robertoerre
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mercoledì, 10 dicembre 2008, ore 21:48

neve 16

E la luce faceva capolino tra rami intrecciati di fili bianchi e neri, dove il buio si apriva varchi, come ragnatele immaginarie. Bianco e nero come un gioco di scacchi.

Robertoerre
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categoria : neve

mercoledì, 10 dicembre 2008, ore 21:21

 

 

Cronaca di una sera nevosa, sepolta da fiocchi di soffice neve. L'inverno decide tutto d'un tratto di riprendersi la città e di imbiancarla e seppellirla.

neve 22

voglio vederlo quello che domani mattina esce di casa e va a lavorare in auto trasformata in una slitta trainata da renne....

neve 21

 

usate gli sci automobilisti e motociclisti

neve 20

un muro ?

neve 19

e se sotto c'è la mia?

Robertoerre
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