“RESPIRO BAROCCO”.
UN VIAGGIO NELLA NAPOLI DEL 600 AL CENTRO TREVI DI BOLZANO
dal 20 marzo al 27 maggio 2009. Inaugurazione 19 marzo ore 18
I CAPOLAVORI DEL BAROCCO NAPOLETANO DEL MUSEO DI CAPODIMONTE DI NAPOLI
LA NATURA MORTA BAROCCA
Specchio di un’epoca, la natura morta esprime le speranze e le paure del ‘600 europeo e ci avvicina, più di ogni altro genere, ai gusti e al vissuto quotidiano della società del tempo. Il suo sviluppo è legato al consolidamento di una nuova mentalità laica che si affida all’osservazione diretta della natura, ma mantiene quasi sempre un riferimento alla caducità della vita

Luca Forte1 (Napoli 1605-1660) è il capofila e uno dei principali protagonisti della scuola napoletana di nature morte che interpreta in chiave intensamente naturalistica. Fa parte infatti della corrente caravaggesca che si impone nella prima parte del secolo e si riconosce da due elementi: l’evidenza degli oggetti portati in primo piano e la luce che attraversa la tela per colpire le cose rappresentate. Il genere della natura morta si sviluppa in seguito a Napoli come nel resto d’Italia attraverso un filone classicista che viene a prevalere, pienamente barocco, con composizioni fastose e ricche, vere e proprie cascate di colore. Pur essendo Luca Forte il maggiore tra i pittori di natura morta di ambito caravaggesco rari sono i suoi dipinti nelle collezioni pubbliche e poco di lui si sa in termini biografici e stilistici.
Luca Forte
Natura morta di melograne, uva, fichi, mele e fiori
Olio su tela 111 x 85
Napoli, Museo di Capodimonte

GIUDITTA E OLOFERNE di ARTEMISIA GENTILESCHI (dettaglio)
“RESPIRO BAROCCO” al Centro culturale Trevi della Provincia di Bolzano- Ripartizione Cultura in lingua italiana
La Napoli del Seicento è una città vitale, spagnola, piena di contraddizioni, dove lusso e miseria, genialità e ignoranza, alta cultura e povertà convivono. La città offre una scuola pittorica di primissimo piano che prende avvio dalla presenza in città di Caravaggio, il cui linguaggio marcatamente naturalistico, che bene rappresenta la religiosità napoletana e i forti contrasti sociali, viene adottato dalla nuova generazione di artisti. In mostra gli stregati da Caravaggio, un gruppo straordinario di artisti che ha reso d’oro il Seicento napoletano: Battistello Caracciolo, il misterioso Maestro dell‘annuncio ai pastori, il grandissimo Jusepe de Ribera, Artemisia Gentileschi, Luca Forte, Aniello Falcone, Salvator Rosa con uno struggente paesaggio quasi romantico, Massimo Stanzione, il più classicista tra tutti i pittori esposti, la cui influenza sui giovani pittori sarà pari a quella esercitata dai fiamminghi come il raffinatissimo Antonie Van Dyck. La micidiale peste del 1656, che infligge una punizione terribile alla città, impone una svolta radicale anche in arte: Mattia Preti, Luca Giordano e Francesco Solimena sono i protagonisti indiscussi di questa seconda stagione artistica con una pittura ormai pienamente barocca.
Dal 20.03. al 27.05.09
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO -ALTO ADIGE
Ripartizione 15 - Cultura Italiana
in collaborazione con Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed
Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, Museo di Capodimonte

Un viaggio nella Napoli del Seicento, secolo controverso ed affascinante, un'occasione unica di ammirare dodici opere esemplari del Barocco napoletano, esposte a Bolzano per la prima volta al Centro Trevi. “Respiro Barocco”, dal 20 marzo al 27 maggio è l'evento di alto profilo culturale, proposto dalla Ripartizione Cultura italiana della Provincia di Bolzano, in collaborazione con la Soprintendenza Storico Artistica ed Etnoantropologica e per il Polo Museale della città di Napoli, Museo di Capodimonte. Un percorso completo ed esaustivo che permette un'incursione nel mondo della storia dell'arte dedicato ai capolavori barocchi curato dal soprintendente del Museo di Capodimonte Nicola Spinosa, massimo esperto mondiale del Barocco. Opere realizzate da artisti famosi per aver reso d'oro il Seicento napoletano. Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi, San Giovanni Battista di Mattia Preti, Marina di Salvator Rosa, la Madonna con il Bambino di Massimo Stanzione, il più classicista tra tutti i pittori esposti, la cui influenza sui giovani pittori sarà pari a quella esercitata dai fiamminghi come il raffinato Antonie van Dyck di cui sarà esposto il suo Cristo crocefisso, la Vergine con S. Anna e S. Gioacchino di Francesco Solimena, Andata al Calvario di Battistello Caracciolo, Santa Maria Egiziaca di Jusepe de Ribera, Ritorno del figliol prodigo dipinto dal Maestro Annuncio ai Pastori riconosciuto come Bartolomeo Passante, la Battaglia fra ebrei ed Amaleciti di Aniello Falcone. La terribile peste del 1656 infligge una punizione terribile alla città e impone una svolta radicale anche nell'arte. Le opere San Nicola di Bari salva il fanciullo coppiere di Luca Giordano, Natura morta di melograne, uva, fichi, mele e fiori di Luca Forte, San Giovanni Battista di Mattia Preti, sono realizzate dai protagonisti indiscussi di questa seconda stagione artistica caratterizzata da una pittura ormai pienamente barocca. Il visitatore potrà immergersi nelle ambientazioni riprodotte dagli artisti mediante un percorso cinematografico realizzato a Napoli, al fine di provare dal vivo un'esperienza visiva, fisica, sensoriale, a ritroso nei luoghi e nel tempo di una città vitale, spagnola, piena di contraddizioni, dove il lusso e la miseria, genialità e ignoranza, cultura elevata e povertà, convivevano insieme.La presenza di Caravaggio a Napoli, il cui linguaggio marcatamente naturalistico che ben rappresenta la religiosità napoletana e i forti contrasti sociali, diede impulso ad una nuova generazione di artisti. Con questa esposizione ci si prefigge di promuovere, non tanto un'esposizione storica – artistica, pur nel rispetto di ogni contenuto scientifico, quanto invece una ricerca di nuovi linguaggi di avvicinamento alla lettura dell'opera d'arte, con l'intento di stimolare l'interesse in generi di pubblico non educato per avvicinarlo al linguaggio dell'arte e favorire una fruizione completa. Non una semplice visita ma un'esperienza multisensoriale per far conoscere il Barocco, mediata dalla comunicazione metalinguistica indirizzata a tutti. La sperimentazione è l'innovazione è al centro dell'azione della Ripartizione Cultura che deve guardare al mondo che cambia e fornire nuovi strumenti di conoscenza.
GIUDITTA E OLOFERNE di ARTEMISIA GENTILESCHI (dettaglio)

presenta
Teatro Puccini Merano
venerdì 6 marzo ore 20.30

ingresso libero
Un successo mondiale. Lo spettacolo ha già superato le 100 repliche. Reduce dalla tournée negli Stati Uniti a Los Angeles, ora arriva e a Merano e poi al Théâtre du Rond – Point di Parigi.
Crepapelle è stato scritto da Maria Cassi che si avvale della collaborazione dello scenografo Lucio Diana, un racconto di un innamoramento per due città, Parigi e la sua città natale Firenze. Non a caso. L'incontro con i luoghi, le persone, le piccole grandi follie quotidiane di chi ci abita, sono diventati gli spunti privilegiati per ideare lo spettacolo. La maschera dell'attrice si presta ad interpretazioni di anziane clochard e di donne bellissime, di pensionati, autisti di autobus, bambini e commesse. Crepapelle è uno spettacolo divertente, intelligente, raffinato e ironico, ma anche capace di vedere al di là delle apparenze. Interpretato da un'attrice capace di regalare al pubblico con sagacia e stile un'allegria contagiosa, sa andare dritto al cuore e risveglia quella vena d'umorismo vero, pensato e realizzato, dopo aver vissuto insieme a tanta gente. È la rappresentazione di una parodia dei pregi e difetti dei parigini e dei fiorentini mescolati tra loro, in un gioco di specchi sottile e ironico. Dopo averlo recitato negli Stati Uniti a Los Angeles e aver superato le cento repliche, ora dopo la tournée italiana, Maria Cassi porterà il suo spettacolo anche a Parigi in autunno. L'invito è arrivato dal direttore del Théâtre du Rond Point, Jean Michel Ribes. L'attrice si esibisce con il registro comico, il canto, il gramelot; le vicende comiche per tutto lo spettacolo vengono interrotte da brevi quanto efficaci sonorità drammatiche, si fondono in un finale spettacolare per luci ed effetti scenici, toccando il tasto dell’erotismo, portandolo inaspettatamente sul piano dell’amore allegro e divertito, felice e divertente. Una cifra stilistica che caratterizza da sempre tutto il suo repertorio, capace di re-inventare la realtà quotidiana delle azioni più comuni, in esilaranti spettacoli. Un successo internazionale che la vedrà perfino a Brodway nel 2010 con un nuovo copione teatrale basato su una rivisitazione di tutti gli spettacoli recitati che compongono la sua brillante carriera.

