mercoledì, 29 aprile 2009, ore 13:42

 

Associazione o.n.l.u.s. d’Arte e Cultura


di Roma

presenta


Il RADUNO POETICO NAZIONALE

Poesie a tavola

Poesie sul tram


Le poesie diventano piatti da degustare e viaggiano sul tram storico di Torino


Torino 1 e 2 maggio 2009

L'associazione poetica Struttura Nuova di Roma presenta il raduno poetico nazionale a Torino, 1 e 2 maggio. Poeti provenienti da tutta Italia si ritroveranno per dare vita ad una singolare manifestazione artistica e culturale, in arrivo da Roma, Bolzano, Venezia, Catania, l'Aquila, per dare vita a due giorni di incontri poetici a tavola e sul tram storico di Torino. Ospiti della manifestazione un gruppo di poeti torinesi. La sera del 1 maggio alle ore 20 avrà luogo una cena poetica presso la Caffetteria dell'Università di via Madama Cristina 34/f, che ha la particolarità di far degustare un menu ispirato dalle poesie scritte dagli autori presenti. Maria Martorana, di Torino ha creato dei piatti che portano il titolo di una poesia. Le ricette si basano sulle poesie da cui sono state estratte le idee trasformate in piatti preparati da un gruppo di cuochi di Torino. I poeti leggeranno le proprie poesie durante la degustazione del menu. Il dessert sarà accompagnato da una poesia di commiato. La serata sarà allietata anche da un gruppo musicale di Torino.

Il 2 maggio il raduno poetico si trasferisce su un tram storico per un viaggio serale alla scoperta di Torino. I poeti a bordo del tram leggeranno le poesie a tutti gli ospiti che interverranno. Partenza da Piazza Carlina, nei pressi dell'Accademia di Belle Arti. L'escursione avrà la durata di due ore e percorrerà le zone più eleganti della città, da piazza Vittorio, via Po, piazza Castello. L'utilizzo del tram è stato possibile grazie al contributo del Fast: il sindacato ferrotranvieri di Mestre (Venezia) su interessamento di Caterina Massau che partecipa all'evento.

La manifestazione vuole promuovere e diffondere la cultura poetica e far conoscere all'opinione pubblica l'esistenza di persone dedite alla scrittura poetica, unite da una solida amicizia.



Robertoerre
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categoria : poesiemie, notizie, non solo arte

sabato, 18 aprile 2009, ore 10:50

baia di Lampedusa

Oggi piove!

Ma è mai possibile che in Italia si litighi per tutto! Perfino per le previsioni meteorologiche sbagliate. In verità hanno ragione a dare contro ai professori televisivi e non solo che sparavano previsioni temporalesche sulla Pasqua appena trascorsa. Ne avessero azzecata una! Sole e caldo. 24 gradi a Bolzano. Io a Viareggio che sudavo e ho perfino fatto il bagno a Monterosso nelle Cinque Terre. Una meraviglia. Peccato per la draga schiacciasassi in mare, la quale scavava sabbia, caricava sassi e li gettava nelle azzurre acque diventate torbide. Per non parlare dei camion sulla spiaggia indietro e avanti a scaricare ghiaia! Ma voglio dire.... uno decide di passare una giornata al mare in santa pace, una volta tanto! No! Fragore assordante, polvere, scarichi di idrocarburi! Avesse piovuto almeno, così stavo a casa! Dovevo ascoltare il metereologo di turno tipo il Giuliacci! No. Sole, caldo, 24 gradi.

Robertoerre
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categoria : parole e libertà, la scatola delle cose futili

martedì, 14 aprile 2009, ore 22:07

 

RESPIRO BAROCCO


La sonata e la cantata barocca

concerto di musiche barocche

Centro Trevi giovedì 16 aprile ore 18

ingresso libero


Ensemble Musici Prattici

direzione di Claudio Astronio

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 La musica barocca è di scena a “Respiro Barocco. Un Viaggio nella Napoli del Seicento”, l'esposizione della pittura barocca con i capolavori del Museo di Capodimonte di Napoli, in corso al Trevi fino al 27 maggioì 16 aprile alle 18 l'ensemble da camera dell'Istituto musicale Vivaldi di Bolzano “Musici Prattici” si cimenterà nel concerto “La sonata e la cantata barocca” con esecuzione di musiche di Giovanni de Macque, Giovanni Battista Sammartini, Bernardo Storace, Giovanni Bononcini. Preparati da Claudio Astronio, docente della classe di musica da camera del Vivaldi, nonché musicista e direttore d'orchestra, i cinque componenti dell'ensemble dimostrano di possedere capacità e talento pur essendo molto giovani. Sono Anna Lucia Nardi contralto, Giulio Gerloni flauto barocco, Ildiko Maier violino, Cecilia Clò violoncello, Elena Borgogno clavicembalo, e sono stati scelti anche per partecipare al Festival musicale della gioventù europea che si terrà a Linz in Austria quest'anno. Claudio Astronio spiega che sono dotati di “un livello qualitativo notevole e già capaci di eseguire un repertorio come quello barocco. Il programma prevede, infatti, cantate e sonate del Barocco italiano, strettamente collegato a Napoli e la sua vita musicale straordinariamente ricca nel Seicento e Settecento. La città partenopea visse un'epoca di splendore e fu una capitale europea a livello musicale, tanto da attirare grandi compositori da tutte le città. Lo stesso Mozart nel 1770 appena arrivato in Italia si recò immediatamente a Napoli per vivere la cultura musicale della città partenopea, consapevole dell'importanza artistica che Napoli possedeva. In questa città era vissuto fino al 1614 anche Giovanni de Macque, un compositore di origini franco - fiamminghe ma napoletano d'adozione, divenuto uno dei compositori più famosi della città”. Alcuni dei suoi esperimenti con la scala cromatica (cromatismo musicale ) sono stati probabilmente influenzati dalla vicinanza con Carlo Gesualdo, con il quale collaborò. “Lo stesso Mozart deve a Domenico Cimarosa l'ispirazione di una sua celebre opera lirica: se non fosse esistito Cimarosa – spiega Claudio Astronio – non avrebbe potuto scrivere Le nozze di Figaro. Anche nei brani di Giovanni Battista Sammartini (origini bolognesi) e di Giovanni Bononcini (modenese di nascita) si parla della Napoli musicale”. Una città che oltre ad essere celebrata nella pittura barocca, è altrettanto importante per il lascito musicale. “Con questo concerto si intende celebrare la città anche da questo punto di vista strettamente musicale”.

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Opera di Salvator Rosa "Marina" Napoli san Martino , esposta a Respiro Barocco Centro Trevi Bolzano


Robertoerre
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categoria : non solo arte, respiro barocco

lunedì, 06 aprile 2009, ore 16:57

Giuditta e Oloferne giallo

 

 RESPIRO BAROCCO. UN VIAGGIO NELLA NAPOLI DEL SEICENTO

 

 

 

ARTEMISIA GENTILESCHI: DONNA E ARTISTA

 

CONFERENZA

con

SANDRA FIUMI

Responsabile della didattica della Soprintendenza per i Beni Artistici di Bologna

 

Iniziative collaterali

CALICE BAROCCO: nuove prospettive sul Seicento.

giovedì 9 aprile ore 18

Centro Trevi 

 

 

 

Nell'ambito di Calice Barocco: le iniziative collaterali di Respiro Barocco. Un Viaggio nella Napoli del Seicento, giovedì 9 aprile alle 18 al Centro Trevi di Via Cappuccini a Bolzano, Sandra Fiumi della Soprintendenza per i beni artistici di Bologna, terrà una conferenza dal tema “Artemisia Gentileschi: donna e artista”, una relazione collegata al quadro Giuditta e Oloferne della pittrice, esposto fino al 27 maggio, insieme agli altri straordinari quadri del Barocco napoletano in prestito dal Museo di Capodimonte di Napoli. Sandra Fiumi è la responsabile didattica della Soprintendenza   emiliana, esperta conoscitrice della biografia umana e artistica di Artemisia Gentileschi nata a Roma nel 1593 e deceduta a Napoli nel 1653, pittrice di scuola caravaggesca. La tela che raffigura Giuditta che decapita Oloferne conservata al Museo Capodimonte di Napoli, esposto a Bolzano in questi giorni, quadro simbolo di tutta l'esposizione che si avvale anche di un dispositivo tecnologico interattivo che indirizzato verso le pareti neutre  consente  di ammirare immagini della Napoli seicentesca, altrimenti invisibili, è un'opera pittorica impressionante per la violenza della scena che raffigura, sottoposta anche ad interpretazioni psicologiche e psicanalitiche come una rivalsa contro  un uomo. La pittrice subì infatti violenza   fisica e uno stupro da parte del pittore Agostino Tassi, collaboratore di Orazio Gentileschi, padre di Artemisia e sua volta affermato pittore, esponente di primo piano del filone artistico che si rifaceva al periodo romano di Caravaggio. Per avere commesso questo tremendo reato, il Tassi subì una lieve condanna, mentre Artemisia accettò di deporre contro il suo violentatore, subendo torture da parte degli inquisitori del tribunale. 

Sandra Fiumi anticipa ciò che spiegherà alla conferenza sulla figura di Artemisia Gentileschi

“Le donne hanno raggiunto l'eccellenza in ogni arte cui si siano dedicate”  - così ragionava Ludovico Ariosto -  “ma dei tanti sacrifici che hanno sempre dovuto affrontare per potersi affermare come artiste, non si parla molto. Donne artiste, pittrici, un elenco al femminile che parte da Helena figlia di Timon d'Egitto vissuta nel 400 avanti Cristo, menzionata da Plinio nella sua opera “La battaglia di Isso” e documentata a Napoli in un mosaico conservato al Museo Archeologico. Anaxandra e Aristaretta nota per il suo ritratto di Esculapio. Margareta Van Eyck nata nel 1370 che lavorava nella bottega di Jan van Eyck, e di lì in poi ogni secolo ha avuto le proprie artiste che si possono dividere in due categorie: quelle che si conformano e quelle che si ribellano. La pittrice Elisabetta Sirani lavora in casa, non gli è consentito di sposarsi, né lavorare per proprio conto, causa il divieto del padre. Levinia Fontana dipinge ritratti e pale d'altare che richiedevano uno sforzo fisico eccessivo, anche quando è incinta per tutta la sua vita partorendo ben undici figli. Marietta Robusti figlia del Tintoretto, il quale fa vestire da uomo la figlia quando lavora nella sua bottega. Si conforma anche Sofonisba Anguissola che con il suo lavoro mantiene una famiglia nobile squattrinata. Si ribella invece Properzia de Rossi, scultrice bolognese, osteggiata in ogni modo per  un lavoro considerato da uomo. Cerca di ribellarsi anche Artemisia Gentileschi che denuncia l'uomo dal quale ha subito violenza e trova nella sua arte il modo di riscattarsi”.      

Robertoerre
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categoria : danonperdere, fotoimmagini, non solo arte, respiro barocco

domenica, 05 aprile 2009, ore 16:46

 

INTERVISTA A IGNAZIO MARINO

Ignazio Marino senatore eletto nelle file del Pd è nato a Genova ed è docente universitario di chirurgia dei trapianti. Ha lavorato a lungo come chirurgo negli Stati Uniti fino a quando nel 1999 ha deciso di rientrare in Italia per dedicarsi alla fondazione di un centro trapianti a Palermo. Nel 2003 si è trasferito nuovamente in America a Filadelfia per dirigere il centro trapianti del Jefferson Medical College, una delle più antiche università americane. Nel 2005 ha pubblicato il libro “Credere e curare” edito da Enaudi, un saggio sulla professione medica e sulla crisi che si è venuta creare intorno a questa figura. Fondatore dell'associazione Imagine Onlus che opera nel campo della solidarietà internazionale e nelle tematiche sanitarie. Nel 2006 si è candidato ottenendo l'elezione a senatore come indipendente con i Democratici di Sinistra, e ha ricoperto l'incarico di presidente della Commissione Sanità del Senato, dove ha presentato un disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di volontà finalizzato al testamento biologico e contro l'accanimento terapeutico. L'iter legislativo non è arrivato al suo termine per l'interruzione della legislatura di Romano Prodi. La sua è una battaglia in difesa della libertà di cura e in difesa della Costituzione.

Lei si è dichiarato pubblicamente contrario al disegno di legge del Governo sostenendo che va contro la Costituzione e perché non tutela il diritto alla libertà di scelta. Qual'è la sua motivazione?

“Sono contrario perché si è votato una legge molto diversa da quella di cui aveva realmente bisogno il paese, mentre c'era necessità di una legge, così come hanno fatto tutti gli altri paesi occidentali, che desse la possibilità a ciascuno di noi di indicare per iscritto le terapie alle quali intende essere sottoposto e quelle che non accetta nel momento in cui non è più in grado di esprimersi.”

Diversamente si rischia di violare la Costituzione?

“Si perché bisogna rendere attuale quel principio così chiaro della Costituzione Italiana nella quale si dice che nessuno può essere sottoposto a trattamento sanitario senza il suo esplicito consenso, ma risente, pur essendo una norma scritta con una sintesi mirabile, del periodo storico – scientifico in cui è stata scritta nel 1947. Il primo respiratore automatico è stato inventato nel 1952, la prima nutrizione artificiale alla fine degli anni '60. È evidente che i nostri padri costituenti non potevano immaginare che da lì a poco, sarebbe avvenuto un cambiamento sostanziale, come nel caso di un paziente mantenuto in vita artificialmente, ma non più nelle condizioni di dare il suo esplicito consenso o dissenso, rispetto ad una terapia. Possiamo immaginare che informati dal medico sulle possibili conseguenze rispetto a certe terapie, noi le indichiamo quando a fronte di particolari condizioni, nel caso non sia più immaginabile un recupero dell'integrità intellettiva e il recupero di una vita normale, in quella situazione può essere applicabile una norma sulla base di quello che io ho indicato in precedenza. Desidero proseguire le terapie oppure no?”.

Ritiene utile magari fare una revisione a questo articolo della Costituzione?

“Non è necessario perché il principio costituzionale è molto chiaro, il problema è che non si poteva immaginare che si veniva poi a creare una condizione dove il trattamento sanitario deve essere sottoposto al consenso scritto. Si presumeva che la persona possa parlare. Chi poteva supporre che a breve ci sarebbero state delle scoperte e invenzioni, nella maggior parte dei casi straordinariamente utili capaci di salvare molte vite umane, ma la tecnologia deve diventare obbligatoria per la persona solo perché è stata inventata una nuova tecnica, o è la persona che decide di utilizzare quella tecnologia?”

La macchina che si sostituisce all'uomo?

“Dal mio punto di vista dare la priorità alla tecnica significa quasi venerare una forma di idolatria dello strumento tecnologico, questo comporta una rinuncia all'umanesimo e forse anche una rinuncia alla carità cristiana. La decisione se una terapia è sproporzionata o no deve rimanere solo della persona”.

Un principio ascritto alla libertà della persona?

“Un principio della Costituzione che dovrebbe essere largamente condivisibile da tutti. Io invece mi stupisco che rispetto al dibattito acceso nato sul caso Englaro, dove mediaticamente abbiamo visto, e questo lo considero un bene, un profondo disagio emerso in molte famiglie che assistono disabili gravi, persone in stato vegetativo persistente, che non hanno aiuti sufficienti. Io ho letto in aula al Senato la testimonianza di un padre che ha dovuto, avendo fatto una scelta legittima che io condivido - e voglio ribadire che non propongo una legge per staccare la spina, ma una legge per la libera scelta - portare sua figlia in stato di coma vegetativo da Ragusa a Ferrara, perché non trovava il sostentamento per assistere adeguatamente la propria figlia”.

La legge approvata non prevede un sostegno a queste persone?

“In una legge come quella approvata dalla maggioranza, quando l'esempio degli altri paesi è quello che non si può assistere le persone sulla fine della loro vita, senza investimenti appropriati per le cure palliative, le terapie del dolore, gli hospice, nell'assistenza ai disabili gravi, noi abbiamo invece una legge che non riporta una riga a riguardo, non un euro investito. In Italia esistono 120 hospice, di cui 103 sono al Nord e solo 17 al Sud, 38 in Lombardia e solo tre in Sicilia con cinque milioni di abitanti”.

Quindi c'è un vuoto legislativo e questo penalizzerà maggiormente quelle regioni che non si sono attrezzate?

“Sono scandalizzato nel sentire come questi problemi saranno affrontati in una legge successiva. Che segnale si da ai cittadini che si trovano in difficoltà? In questa legge si inseriscono solo gli aspetti ideologici, fatta con urgenza, mentre quelli concreti e di sostegno finanziario vengono rimandati”.
Lei nella sua proposta di legge invece cosa proponeva?

“Io prevedevo su 26 articoli ben 13 tutti diretti alle cure palliative e per il dolore. Questi emendamenti sono stati tutti considerati inammissibili. Non si volevano nemmeno portare al voto. Io porterò domani a voto palese (ieri per chi legge, ndr) un emendamento, e vediamo se avranno coraggio di bocciarlo, nel quale si dice che se un famigliare si trova a carico un figlio in stato vegetativo, decide di assisterlo a casa, disponendo di un solo reddito, si favorisca la possibilità di assisterlo concedendo la prepensione. Io temo che anche questa proposta sarà negata. Lo dicono anche gli specialisti delle cure palliative: scrivere una norma che indichi i principi e allo stesso tempo non offra l'aiuto perché quei principi siano distribuiti equamente, è un controsenso. Non c'è la volontà. Io non capisco se chi da un parte sostiene questa legge, ci sia una volontà di non capire questi problemi. Si resta solo sul piano ideologico”.

L'importanza delle cure palliative è fondamentale?

In Italia sono stati fatti progressi straordinari e io che ho vissuto negli Stati Uniti posso dire di aver visto qui da noi delle strutture all'avanguardia, troppo poche però. Nel primo governo Prodi nel 1990 era stata fatta una legge che le introduceva, poi non si è fatto più nulla. Ognuno deve avere il diritto di interrompere quelle terapie alla fine di una vita terminale, e altrettanto per chi decide di proseguire avendo a disposizione tutti gli strumenti. Succederà che i più deboli non potranno fare questa scelta”.

Scelta che nel caso del papà di Eluana Englaro ha diviso le coscienze di molti. Secondo lei ha fatto bene a non accettare una tessera di partito?

Considero Beppino Englaro un eroe civile del nostro tempo che ha voluto sempre rispettare le leggi, si è sottoposto ad un percorso difficile, non ha voluto scorciatoie e zone d'ombra. Ancora una volta ci ha dimostrato come egli non voglia agire strumentalmente, ma solo con rigore e sincerità. La sua scelta va rispettata come altrettanto va rispettata quella del padre che porta la figlia in un centro per continuare le terapie”.

© Roberto Rinaldi

Intervista pubblicata sul quotidiano ALTO ADIGE di Bolzano Pagina della Cultura

 

Robertoerre
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categoria : interviste famose