martedì, 29 settembre 2009, ore 13:21

nuvole

100 CLOUDS PROJECT

 

 


Christian Martinelli

 

 foto fortezza

Vernissage

01-10-09

ore 19


Introduzione Valerio Dehó


SOUND OF MY CLOUDS

performance by Raffaele Virgadaula


in collaborazione con


Markus Steiner Ender, Daniel Mazza, Marcello Fera


ES contemporay art gallery

Via Portici 75 Merano (Bolzano)

02 -10 - 25- 10- 09

mercoledì _venerdì, 16-19

sabato 10-13

erwinseppi.org


La galleria ES contemporay art gallery di Erwin Seppi ospita una personale fotografica di Christian Martinelli, fotografo meranese. L'autore presenta una collezione di scatti raffiguranti delle nuvole. Una selezione di 11 immagini tratte da 100 fotografie realizzate in tutto il mondo, visitando 42 nazioni diverse. L'autore le ha raccolte in un ebook fotografico che in un prossimo futuro saranno pubblicate in un volume curato da Valerio Dehó. La galleria di Merano presenta delle gigantografie e il tema ricorrente è la nuvola solitaria dalle forme più insolite, la cui singolarità è la loro leggerezza, osservate e fotografate nei cieli di Amburgo (Germania), Nairobi (Kenya), Ulaanbaatar (Mongolia), (Beijng Cina), Merano (Italia), Kigali Ruanda, Mexico City (Messico), Dubai (Emirati Arabi), Cadice (Spagna), Innsbruck (Austria), Kampala (Uganda).L'ultimo viaggio in ordine di tempo è stato quello della Cina, da dove è rientrato da pochi giorni per allestire a Merano, questa insolita quanto originale esposizione fotografica. Christian Martinelli partecipa anche ad un progetto innovativo, insieme a Heinrich Fisker (il designer autore delle auto realizzate per gli ultimi due film della serie 007 James Bond), realizzatori del Karma Kube, un cubo di legno con pannello solare e box luminoso dove al suo interno scorrono le nuvole fotografate nei cieli. Una produzione esclusiva e limitata di soli 100 pezzi dati in omaggio ai 100 acquirenti della Fisker, un auto di grande prestigio , i cui acquirenti sono personaggi di primo piano nel campo della politica mondiale, star della musica, artisti celebri. Le nuvole sono qualcosa di più di una passione per questo fotografo, quasi una ragione di vita. Il suo peregrinare in giro per i cieli del pianeta lo hanno portato anche in Mongolia, dove ha immortalato le nuvole “più belle al mondo, in un paese che è quello più lontano dagli Oceani, in mezzo alle montagne”.

nuvole

 


Robertoerre
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : danonperdere, fotoimmagini, fotopoesie

mercoledì, 17 giugno 2009, ore 20:26

 

Lo sguardo di pietra

 

testa sul canale

 

Da secoli era stata condannata a rivolgere il suo sguardo altrove, senza mai poter girar la testa. Non le era consentito di vedere nessun uomo che camminasse sulla riva destra del Canal Grande.I suoi occhi potevano osservare solo la facciata del palazzo che si ergeva dall'acqua, posto sull'altra sponda, di proprietà di una nobile famiglia della Serenissima. Le era stato impedito di guardare ogni uomo di passaggio sotto l'arcata del ponte di Rialto. Il rischio era quello di restare abbagliati dalle sue grazie. La sua conturbante bellezza avrebbe potuto disorientarli e farli cadere nel canale. Su ordine dei sommi giudici la sua visuale era limitata solo in direzione delle ampie finestre di quel palazzo di marmo. Chi ci viveva, aveva l'ordine di non soffermarsi mai davanti a una delle finestre e di tenere oscurati i vetri con spesse tende di velluto. Lo sguardo avrebbe potuto pietrificare il malcapitato punito dalla sua insana curiosità. La stanza, situata all'angolo, dell'ultimo piano del palazzo, aveva una finestra che dava esattamente sul ponte, in direzione della testa. Nessuno ci viveva per paura di incorrere in quel terribile castigo. Fino a quando un giovane straniero, giunto a Venezia, aveva scelto di dormire in quella stanza. Si erano dimenticati tutti di avvisarlo del divieto di guardare fuori la finestra. Il giovane ragazzo aprì le tende per ammirare il fascino del canale dipinto tante volte. Stentava perfino a crederci. Voleva riempire i suoi occhi di quella bellezza tanto decantata nelle storie romanzate e che aveva ispirato molti scrittori. Aveva perfino deciso di dipingere su tela ciò che avrebbe visto.
Apri le vetrate e il suo sguardo fu subito catturato da quella strana testa di donna posta sul marmo della facciata del ponte. Fece appena in tempo a cogliere un labile sorriso sulle labbra di lei quando il suo corpo diventò pietra. La stanza fu immediatamente chiusa e le chiavi gettate in acqua. Dall'esterno del palazzo, se si alza lo sguardo, dietro il vetro della seconda finestra, appare un'ombra fatta di pietra. Immobile.


Robertoerre
Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : fotoimmagini, raccontimiei/tuoi

giovedì, 11 giugno 2009, ore 22:19

 

 

AFFITTASI LOCULI PER VOLATILI

POSTI MULTIPLI

MASSIMO CONFORT

l

Robertoerre
Permalink ¦ commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria : fotoimmagini

sabato, 06 giugno 2009, ore 15:52

A terra

 

CIMG0167

 

C'era una volta una carriola orgogliosa di trasportare la terra per costruire la casa del suo padrone. Capitò di forare una gomma per colpa di un maledetto chiodo caduto sulla strada e da quel giorno restò lei a terra. Per sempre.  Diventando ruggine sotto la pioggia. Lei che amava stare al coperto dopo le sue sudate otto ore di onesto lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Robertoerre
Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : fotoimmagini

sabato, 23 maggio 2009, ore 19:25

Backstage del documentario storico Il castello delle sterline

 Regia di Roberto Condotta- sceneggiatura di Roberto Rinaldi.

Una produzione per la Rai di Bolzano

 

                                                                                                 

IL CASTELLO DELLE STERLINE 
Regia di Roberto Condotta - sceneggiatura di Roberto Rinaldi

 In collaborazione con la sede RAI di Bolzano

un documentario storico prossimamente sullo schermo televisivo di Rai 3

 

copertina 2

 

Il castello Labers vicino Merano torna ad essere il set, concesso dalla famiglia Stapf- Neubert, per un documentario storico che racconta attraverso dei testimoni, la truffa con la falsificazione di milioni di sterline inglesi, diventata anche la trama del film “Il Falsario”, premiato con l'Oscar nel 2008. Il regista Roberto Condotta dopo aver letto un'intervista a Luciano De Marchi, figlio di Amos De Marchi, l'autista del maggiore delle SS Friedrich Schwend (a capo dell'operazione al Labers), ha realizzato “Il castello delle sterline” un film che sarà trasmesso a Passpartù, programma della sede Rai di Bolzano. Le riprese si sono avvalse di testimonianze importanti che avvalorano cosa è realmente accaduto durante l'occupazione nazista a Merano: lo smistamento delle banconote false, la presenza in città di una delegazione dell'ambasciata giapponese in Italia e l'uccisione del capitano Mitsunobu caduto in un'imboscata dei partigiani, la fuga dai suoi rapitori di Amos De Marchi, autista del diplomatico giapponese, il ritrovamento di sterline false nell'organo della chiesa di San Valentino a Merano, da parte di Ezechiele Podavini, organista molto celebre. La produzione ha intervistato anche lo storico Gerald Steinacher, esperto in materia di nazismo. Le riprese sono state effettuate con nuova tecnologia ad alta definizione, girata in progressivo (simile alle riprese di documentari in pellicola) e la trama inizia con la ricostruzione dell'assassinio di Teofilo Kamber, un giovane istriano di 25 anni, ucciso dal maggiore delle SS Friedrich Schwend, sepolto di notte a Lana, per aver tradito la fiducia del maggiore, dopo aver tentato di fuggire in Valsugana in provincia di Trento, con un carico di banconote false e documenti segreti. Una vicenda raccontata anche da Paolo Cagnan, giornalista del Trentino nel suo libro “Delitti e misteri”, nel capitolo “Il tesoro d'inchiostro”. L'Operazione Bernhard prende il nome dal capitano delle SS Bernhard Krüger e nasce nel campo di concentramento nazista di Sachsenhausen in Germania, dove il più geniale falsario di banconote dell'epoca, Solomon Sorowitsch, fu in grado di riprodurre false sterline. Lo scopo era quello di immettere sui mercati inglesi milioni le banconote per indebolire l'economia del Regno Unito, creando così un'inflazione da provocare danni all'industria di guerra..Concepita nel 1939 dopo la dichiarazione di guerra franco – britannica alla Germania, ammontava a 134 milioni di sterline, talmente perfette da ingannare perfino il vaglio dei banchieri svizzeri. Nel1940, i nazisti tentarono di realizzare delle sterline contraffatte, unicamente con manodopera costituita dalle SS.

comparse film castello

Visto che questa produzione era insufficiente, il generale Krüger, il regista dell'operazione Bernhard, decise di far produrre i falsi da alcuni deportati ebrei, professionisti della stampa, che sarebbero stati giustiziati una volta concluso il loro compito. Dopo l'otto settembre del 1943, viene presa la decisione di trasferire il centro di smistamento delle sterline false, nel castello Labers a Merano, (la storia è stata scritta anche da Paolo Valente nel libro “Porto di mare”), una città che faceva parte del territorio occupato dai nazisti. Il generale Kaltenbrunnen affida a Schwend a capo del gruppo “Wendig” il proseguo dell'operazione a Merano, città diventata un luogo strategico, in cui s’incontravano diplomatici stranieri, spie, alti ufficiali dell’esercito nazista, criminali di guerra in fuga. Uno testimoni principali è Luciano De Marchi, il quale racconta la vicenda legata al castello. “Mio padre era stato arruolato nell’esercito nel 1935 a Trento dove era addetto ai semoventi e nel 1941 fu mandato al fronte russo per combattere dove rimase tre anni aggregato alla Wehrmacht. Tornato a casa gli venne affidato il ruolo di autista del capitano Toyo Mitsunobu, con il compito di accompagnarlo nelle sue missioni. In una di queste i partigiani sugli Appennini della Toscana tesero un’imboscata all’auto uccidendo Mitsunobu. Mio padre fu catturato ma dopo un mese riuscì a tornare a casa. Da quel momento la vita della nostra famiglia cambierà a causa delle banconote false. Io e miei genitori andammo a vivere nel castello e mio padre diventò l’autista del maggiore Schwend. Io potevo vedere cosa facevano i tedeschi – ricorda De Marchi - quando caricavano le casse delle sterline sui camion, scortati dai soldati che le trasferivano all'estero”. Ezechiele Podavini invece ha scoperto le sterline false occultate dentro l'organo della chiesetta di San Valentino. “Durante un'ispezione all'organo (con lui c'erano anche un sacerdote, don Albino Tura e l'organista Renato Fait, ndr) celati dietro la tastiera, c'erano quarantatré pacchi da dieci banconote ognuno, da dieci e da cinque sterline, in carta da filigrana bianca. Recavano il numero di serie e la firma del cassiere della Banca d'Inghilterra, emesse fra il 1933 e il 1938. Al cambio, se fossero state buone, il loro valore sarebbe stato di cinque milioni di lire. Furono poi consegnate alla polizia. I tedeschi le avevano nascoste nella chiesa ritenendolo un nascondiglio sicuro”.

dal set film castello 2

Nel filmato si vede anche Luciano De Marchi bambino, interpretato da Paul Nikolaus Störk di Merano, mentre gioca vicino ai soldati tedeschi, comparse in divisa del gruppo di rivisitazione storica Feldgrau di Roma. Il regista Condotta è riuscito anche a ottenere dei filmati originali risalenti alla seconda guerra mondiale, e sul set circolano mezzi d'epoca originali come dei sidecars Bmw - r75 e auto Kübelwagen. Durante le ricerche per scrivere la sceneggiatura, consultando il libro “Il mistero della Missione giapponese” di Paolo Savegnago e Luca Valente e il contributo di Paolo Valente, (edito da Cierre e Istituto storico della resistenza della Provincia di Vicenza “Ettore Gallo”) si è saputo che nel 1943 il capitano Mitsunobu (interpretato da Hajime Saito che di professione fa il cuoco), insieme al capitano Yamanaka firmarono il libro degli ospiti di Castel Tirolo, dove si erano recati in visita con le famiglie. Una traccia indelebile della loro presenza a Merano, crocevia di intrighi internazionali e vicende ancora in parte misteriose.

foto dal set Castello

Robertoerre
Permalink ¦ commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria : storia, notizie, fotoimmagini, mi hanno raccontato

lunedì, 06 aprile 2009, ore 16:57

Giuditta e Oloferne giallo

 

 RESPIRO BAROCCO. UN VIAGGIO NELLA NAPOLI DEL SEICENTO

 

 

 

ARTEMISIA GENTILESCHI: DONNA E ARTISTA

 

CONFERENZA

con

SANDRA FIUMI

Responsabile della didattica della Soprintendenza per i Beni Artistici di Bologna

 

Iniziative collaterali

CALICE BAROCCO: nuove prospettive sul Seicento.

giovedì 9 aprile ore 18

Centro Trevi 

 

 

 

Nell'ambito di Calice Barocco: le iniziative collaterali di Respiro Barocco. Un Viaggio nella Napoli del Seicento, giovedì 9 aprile alle 18 al Centro Trevi di Via Cappuccini a Bolzano, Sandra Fiumi della Soprintendenza per i beni artistici di Bologna, terrà una conferenza dal tema “Artemisia Gentileschi: donna e artista”, una relazione collegata al quadro Giuditta e Oloferne della pittrice, esposto fino al 27 maggio, insieme agli altri straordinari quadri del Barocco napoletano in prestito dal Museo di Capodimonte di Napoli. Sandra Fiumi è la responsabile didattica della Soprintendenza   emiliana, esperta conoscitrice della biografia umana e artistica di Artemisia Gentileschi nata a Roma nel 1593 e deceduta a Napoli nel 1653, pittrice di scuola caravaggesca. La tela che raffigura Giuditta che decapita Oloferne conservata al Museo Capodimonte di Napoli, esposto a Bolzano in questi giorni, quadro simbolo di tutta l'esposizione che si avvale anche di un dispositivo tecnologico interattivo che indirizzato verso le pareti neutre  consente  di ammirare immagini della Napoli seicentesca, altrimenti invisibili, è un'opera pittorica impressionante per la violenza della scena che raffigura, sottoposta anche ad interpretazioni psicologiche e psicanalitiche come una rivalsa contro  un uomo. La pittrice subì infatti violenza   fisica e uno stupro da parte del pittore Agostino Tassi, collaboratore di Orazio Gentileschi, padre di Artemisia e sua volta affermato pittore, esponente di primo piano del filone artistico che si rifaceva al periodo romano di Caravaggio. Per avere commesso questo tremendo reato, il Tassi subì una lieve condanna, mentre Artemisia accettò di deporre contro il suo violentatore, subendo torture da parte degli inquisitori del tribunale. 

Sandra Fiumi anticipa ciò che spiegherà alla conferenza sulla figura di Artemisia Gentileschi

“Le donne hanno raggiunto l'eccellenza in ogni arte cui si siano dedicate”  - così ragionava Ludovico Ariosto -  “ma dei tanti sacrifici che hanno sempre dovuto affrontare per potersi affermare come artiste, non si parla molto. Donne artiste, pittrici, un elenco al femminile che parte da Helena figlia di Timon d'Egitto vissuta nel 400 avanti Cristo, menzionata da Plinio nella sua opera “La battaglia di Isso” e documentata a Napoli in un mosaico conservato al Museo Archeologico. Anaxandra e Aristaretta nota per il suo ritratto di Esculapio. Margareta Van Eyck nata nel 1370 che lavorava nella bottega di Jan van Eyck, e di lì in poi ogni secolo ha avuto le proprie artiste che si possono dividere in due categorie: quelle che si conformano e quelle che si ribellano. La pittrice Elisabetta Sirani lavora in casa, non gli è consentito di sposarsi, né lavorare per proprio conto, causa il divieto del padre. Levinia Fontana dipinge ritratti e pale d'altare che richiedevano uno sforzo fisico eccessivo, anche quando è incinta per tutta la sua vita partorendo ben undici figli. Marietta Robusti figlia del Tintoretto, il quale fa vestire da uomo la figlia quando lavora nella sua bottega. Si conforma anche Sofonisba Anguissola che con il suo lavoro mantiene una famiglia nobile squattrinata. Si ribella invece Properzia de Rossi, scultrice bolognese, osteggiata in ogni modo per  un lavoro considerato da uomo. Cerca di ribellarsi anche Artemisia Gentileschi che denuncia l'uomo dal quale ha subito violenza e trova nella sua arte il modo di riscattarsi”.      

Robertoerre
Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : danonperdere, fotoimmagini, non solo arte, respiro barocco

lunedì, 02 marzo 2009, ore 16:51

MERANO_VIVA_LOGO

presenta

Teatro Puccini  Merano

 venerdì 6 marzo ore 20.30

Crepapelle

ingresso libero

Un successo mondiale. Lo spettacolo ha già superato le 100 repliche. Reduce dalla tournée negli Stati Uniti a Los Angeles, ora arriva e a Merano e poi al Théâtre du Rond – Point di Parigi.

Maria CassiCrepapelle è stato scritto da Maria Cassi che si avvale della collaborazione dello scenografo Lucio Diana, un racconto di un innamoramento per due città, Parigi e la sua città natale Firenze. Non a caso. L'incontro con i luoghi, le persone, le piccole grandi follie quotidiane di chi ci abita, sono diventati gli spunti privilegiati per ideare lo spettacolo. La maschera dell'attrice si presta ad interpretazioni di anziane clochard e di donne bellissime, di pensionati, autisti di autobus, bambini e commesse. Crepapelle è uno spettacolo divertente, intelligente, raffinato e ironico, ma anche capace di vedere al di là delle apparenze. Interpretato da un'attrice capace di regalare al pubblico con sagacia e stile un'allegria contagiosa, sa andare dritto al cuore e risveglia quella vena d'umorismo vero, pensato e realizzato, dopo aver vissuto insieme a tanta gente. È la rappresentazione di una parodia dei pregi e difetti dei parigini e dei fiorentini mescolati tra loro, in un gioco di specchi sottile e ironico. Dopo averlo recitato negli Stati Uniti a Los Angeles e aver superato le cento repliche, ora dopo la tournée italiana, Maria Cassi porterà il suo spettacolo anche a Parigi in autunno. L'invito è arrivato dal direttore del Théâtre du Rond Point, Jean Michel Ribes. L'attrice si esibisce con il registro comico, il canto, il gramelot; le vicende comiche per tutto lo spettacolo vengono interrotte da brevi quanto efficaci sonorità drammatiche, si fondono in un finale spettacolare per luci ed effetti scenici, toccando il tasto dell’erotismo, portandolo inaspettatamente sul piano dell’amore allegro e divertito, felice e divertente. Una cifra stilistica che caratterizza da sempre tutto il suo repertorio, capace di re-inventare la realtà quotidiana delle azioni più comuni, in esilaranti spettacoli. Un successo internazionale che la vedrà perfino a Brodway nel 2010 con un nuovo copione teatrale basato su una rivisitazione di tutti gli spettacoli recitati che compongono la sua brillante carriera.

 

Maria Cassi in Crepapelle

 

MERANO_VIVA_LOGO

Robertoerre
Permalink ¦ commenti (10)¦ commenti (10)(popup)
categoria : danonperdere, fotoimmagini, non solo arte

martedì, 24 febbraio 2009, ore 18:04

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Carnevale di Termeno, martedì grasso.

Termeno14

Termeno16

Termeno12

La sfilata dll'Egetmann. Il carnevale di Termeno

 

 

Robertoerre
Permalink ¦ commenti (2)¦ commenti (2)(popup)
categoria : fotoimmagini

domenica, 11 gennaio 2009, ore 01:33

La statua nella nebbia

 

nebbia 3

Quel giorno si era svegliata con la nebbia e ciò la rendeva molto infelice. Un evento raro per la sua città, ma proprio per questo difficile da sopportare. Lei, la statua, era abituata tutte le mattine ad ammirare i passanti che circolavano in campo, in fin dei conti era l'unico suo passatempo da quando avevano deciso di collocarla lì. Lei avrebbe preferito una piazza più grande, con vista panoramica su qualche vetta alpina magari innevata. Sentiva spesso parlare delle montagne, ma non le aveva mai viste purtroppo. Lo scultore che l'aveva fatta era di Venezia e quando gli fu commissionata dal Doge, l'unico viaggio era stato quello dalla bottega dell'artista fino al ponte delle Zattere, e da qui al campo. Oggi poi c'era la nebbia e si sentiva ancor più triste. Non riuscivo a vedere nemmeno la punta del suo naso e le persone che passavano da quelle parti erano solo delle ombre sfuggenti. Il suo hobby era quello di contare ogni giorno quante persone percorrevano il tragitto da un parte all'altra del campo. Fino ad oggi aveva contato quattordici milioni, trecento mila settecentoquattro uomini e donne, cinquemilaquattrocentoventiquattro cani, duemila gatti. Una volta era passato anche una scimmia scappata da qualche zoo, ma aveva perso il conto di quanti piccioni si erano posati sulla sua testa, lasciando spesso tracce organiche maleodoranti. Aveva anche sentito dire che la nebbia a Milano era una consuetudine e che nessuno in quella città ci faceva più caso. Si consolò e pensò tra sé e sé: "Meglio  rinunciare a chiedere il trasferimento. Ci saranno pure le montagne a Milano, ma poi cosa te ne fai se non le puoi mai vedere. Resto qui a casa mia. Si soffre un po' di reumatismi per l'umidità del mare, ma quando c'è il Carnevale ci si diverte così tanto”. E chiuse gli occhi pensando al domani senza nebbia e senza sogni.


Robertoerre
Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria : fotoimmagini, viaggi lontani, fotopoesie, storie conosciute, raccontimiei/tuoi

venerdì, 09 gennaio 2009, ore 14:33

 

Lo sguardo di pietra

testa sul canale

Da secoli era stata condannata a rivolgere il suo sguardo altrove, senza mai poter girare la testa. Non gli era consentito di vedere nessun uomo che camminava sulla riva destra del Canal Grande. I suoi occhi potevano vedere solo la facciata del palazzo che si ergeva dall'acqua, posto sull'altra riva. Un superbo palazzo di proprietà di una nobile famiglia nobile, tra le più importanti della Serenessima. Alla testa di donna gli era stato impedito di guardare gli uomini che  passavano sotto l'arcata del ponte di Rialto. Il rischio era quello di restare abbagliati dalle sue grazie femminili. La sua conturbante bellezza avrebbe potuto disorientarli e farli cadere nelle acque torbide del canale. Su ordine dei giudici la sua visuale era limitata solo verso le ampie finestre di quel palazzo di marmo. Chi ci viveva aveva l'ordine di non soffermarsi mai davanti ad una delle finestre, e di tenere oscurati i vetri da tende di spesso velluto. Lo sguardo della testa avrebbe potuto pietrificare il malcapitato punito dalla sua insana curiosità. La stanza dell'ultimo piano posta ad angolo del palazzo aveva una finestra che dava esattamente sul ponte e in direzione della testa. Nessuno ci viveva per paura di incorrere nel terribile castigo. Fino a quando un giovane straniero era arrivato a Venezia e aveva scelto di dormire in quella stanza. Nessuno si era ricordato di avvisarlo del divieto di guardare dalla finestra. Da tanti anni  nessuno ci pensava più. Il giovane ragazzo aprì le tende per ammirare il fascino di quel canale ammirato in molte opere d'arte. Stentava perfino di crederci. Voleva riempire di bellezza i suoi occhi, quella bellezza tanto decantata nelle storie romanzate che Venezia aveva ispirato a molti scrittori. Aveva perfino deciso di dipingere su tela ciò che avrebbe visto dalla finestra. Aprì le vetrate e il suo sguardo fu catturato da quella strana testa di donna posta sul marmo della facciata del ponte. Fece solo in tempo a cogliere un labile sorriso sulle labbra di quel viso e il suo corpo diventò di pietra. La stanza fu immediatamente chiusa e le chiavi gettate nel canale. Dall'esterno del palazzo se si alza lo sguardo, dietro il vetro della seconda finestra appare un'ombra fatta di pietra. Immobile.

Robertoerre
Permalink ¦ commenti (4)¦ commenti (4)(popup)
categoria : fotoimmagini, mi hanno raccontato, raccontimiei/tuoi