100 CLOUDS PROJECT
Christian Martinelli
Vernissage
01-10-09
ore 19
Introduzione Valerio Dehó
SOUND OF MY CLOUDS
performance by Raffaele Virgadaula
in collaborazione con
Markus Steiner Ender, Daniel Mazza, Marcello Fera
ES contemporay art gallery
Via Portici 75 Merano (Bolzano)
02 -10 - 25- 10- 09
mercoledì _venerdì, 16-19
sabato 10-13
erwinseppi.org
La galleria ES contemporay art gallery di Erwin Seppi ospita una personale fotografica di Christian Martinelli, fotografo meranese. L'autore presenta una collezione di scatti raffiguranti delle nuvole. Una selezione di 11 immagini tratte da 100 fotografie realizzate in tutto il mondo, visitando 42 nazioni diverse. L'autore le ha raccolte in un ebook fotografico che in un prossimo futuro saranno pubblicate in un volume curato da Valerio Dehó. La galleria di Merano presenta delle gigantografie e il tema ricorrente è la nuvola solitaria dalle forme più insolite, la cui singolarità è la loro leggerezza, osservate e fotografate nei cieli di Amburgo (Germania), Nairobi (Kenya), Ulaanbaatar (Mongolia), (Beijng Cina), Merano (Italia), Kigali Ruanda, Mexico City (Messico), Dubai (Emirati Arabi), Cadice (Spagna), Innsbruck (Austria), Kampala (Uganda).L'ultimo viaggio in ordine di tempo è stato quello della Cina, da dove è rientrato da pochi giorni per allestire a Merano, questa insolita quanto originale esposizione fotografica. Christian Martinelli partecipa anche ad un progetto innovativo, insieme a Heinrich Fisker (il designer autore delle auto realizzate per gli ultimi due film della serie 007 James Bond), realizzatori del Karma Kube, un cubo di legno con pannello solare e box luminoso dove al suo interno scorrono le nuvole fotografate nei cieli. Una produzione esclusiva e limitata di soli 100 pezzi dati in omaggio ai 100 acquirenti della Fisker, un auto di grande prestigio , i cui acquirenti sono personaggi di primo piano nel campo della politica mondiale, star della musica, artisti celebri. Le nuvole sono qualcosa di più di una passione per questo fotografo, quasi una ragione di vita. Il suo peregrinare in giro per i cieli del pianeta lo hanno portato anche in Mongolia, dove ha immortalato le nuvole “più belle al mondo, in un paese che è quello più lontano dagli Oceani, in mezzo alle montagne”.

La statua nella nebbia

Quel giorno si era svegliata con la nebbia e ciò la rendeva molto infelice. Un evento raro per la sua città, ma proprio per questo difficile da sopportare. Lei, la statua, era abituata tutte le mattine ad ammirare i passanti che circolavano in campo, in fin dei conti era l'unico suo passatempo da quando avevano deciso di collocarla lì. Lei avrebbe preferito una piazza più grande, con vista panoramica su qualche vetta alpina magari innevata. Sentiva spesso parlare delle montagne, ma non le aveva mai viste purtroppo. Lo scultore che l'aveva fatta era di Venezia e quando gli fu commissionata dal Doge, l'unico viaggio era stato quello dalla bottega dell'artista fino al ponte delle Zattere, e da qui al campo. Oggi poi c'era la nebbia e si sentiva ancor più triste. Non riuscivo a vedere nemmeno la punta del suo naso e le persone che passavano da quelle parti erano solo delle ombre sfuggenti. Il suo hobby era quello di contare ogni giorno quante persone percorrevano il tragitto da un parte all'altra del campo. Fino ad oggi aveva contato quattordici milioni, trecento mila settecentoquattro uomini e donne, cinquemilaquattrocentoventiquattro cani, duemila gatti. Una volta era passato anche una scimmia scappata da qualche zoo, ma aveva perso il conto di quanti piccioni si erano posati sulla sua testa, lasciando spesso tracce organiche maleodoranti. Aveva anche sentito dire che la nebbia a Milano era una consuetudine e che nessuno in quella città ci faceva più caso. Si consolò e pensò tra sé e sé: "Meglio rinunciare a chiedere il trasferimento. Ci saranno pure le montagne a Milano, ma poi cosa te ne fai se non le puoi mai vedere. Resto qui a casa mia. Si soffre un po' di reumatismi per l'umidità del mare, ma quando c'è il Carnevale ci si diverte così tanto”. E chiuse gli occhi pensando al domani senza nebbia e senza sogni.
Gira la giostra

Luminosa gira vorticosamente dentro un cerchio immaginario
trasporta sogni felici di visi sorridenti ,
illuminati da mille lampadine.
Luci barocche scaldano l'aria del freddo notturno,
girandola frenetica sussulta su sbalzi di cavallucci a dondolo
rincorre praterie immaginate da sogni di bambino,
tutto luccica e splende di ori zecchini,
rossi vermigli e argenti smaltati
mille cerchi veloci negli occhi di anime innocenti.
Giostra della vita ruotante.