Associazione o.n.l.u.s. d’Arte e Cultura
di Roma
Il RADUNO POETICO NAZIONALE
Poesie a tavola
Poesie sul tram
Le poesie diventano piatti da degustare e viaggiano sul tram storico di Torino
Torino 1 e 2 maggio 2009
L'associazione poetica Struttura Nuova di Roma presenta il raduno poetico nazionale a Torino, 1 e 2 maggio. Poeti provenienti da tutta Italia si ritroveranno per dare vita ad una singolare manifestazione artistica e culturale, in arrivo da Roma, Bolzano, Venezia, Catania, l'Aquila, per dare vita a due giorni di incontri poetici a tavola e sul tram storico di Torino. Ospiti della manifestazione un gruppo di poeti torinesi. La sera del 1 maggio alle ore 20 avrà luogo una cena poetica presso la Caffetteria dell'Università di via Madama Cristina 34/f, che ha la particolarità di far degustare un menu ispirato dalle poesie scritte dagli autori presenti. Maria Martorana, di Torino ha creato dei piatti che portano il titolo di una poesia. Le ricette si basano sulle poesie da cui sono state estratte le idee trasformate in piatti preparati da un gruppo di cuochi di Torino. I poeti leggeranno le proprie poesie durante la degustazione del menu. Il dessert sarà accompagnato da una poesia di commiato. La serata sarà allietata anche da un gruppo musicale di Torino.
Il 2 maggio il raduno poetico si trasferisce su un tram storico per un viaggio serale alla scoperta di Torino. I poeti a bordo del tram leggeranno le poesie a tutti gli ospiti che interverranno. Partenza da Piazza Carlina, nei pressi dell'Accademia di Belle Arti. L'escursione avrà la durata di due ore e percorrerà le zone più eleganti della città, da piazza Vittorio, via Po, piazza Castello. L'utilizzo del tram è stato possibile grazie al contributo del Fast: il sindacato ferrotranvieri di Mestre (Venezia) su interessamento di Caterina Massau che partecipa all'evento.
La manifestazione vuole promuovere e diffondere la cultura poetica e far conoscere all'opinione pubblica l'esistenza di persone dedite alla scrittura poetica, unite da una solida amicizia.
RESPIRO BAROCCO
La sonata e la cantata barocca
concerto di musiche barocche
Centro Trevi giovedì 16 aprile ore 18
ingresso libero
Ensemble Musici Prattici
direzione di Claudio Astronio
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La musica barocca è di scena a “Respiro Barocco. Un Viaggio nella Napoli del Seicento”, l'esposizione della pittura barocca con i capolavori del Museo di Capodimonte di Napoli, in corso al Trevi fino al 27 maggioì 16 aprile alle 18 l'ensemble da camera dell'Istituto musicale Vivaldi di Bolzano “Musici Prattici” si cimenterà nel concerto “La sonata e la cantata barocca” con esecuzione di musiche di Giovanni de Macque, Giovanni Battista Sammartini, Bernardo Storace, Giovanni Bononcini. Preparati da Claudio Astronio, docente della classe di musica da camera del Vivaldi, nonché musicista e direttore d'orchestra, i cinque componenti dell'ensemble dimostrano di possedere capacità e talento pur essendo molto giovani. Sono Anna Lucia Nardi contralto, Giulio Gerloni flauto barocco, Ildiko Maier violino, Cecilia Clò violoncello, Elena Borgogno clavicembalo, e sono stati scelti anche per partecipare al Festival musicale della gioventù europea che si terrà a Linz in Austria quest'anno. Claudio Astronio spiega che sono dotati di “un livello qualitativo notevole e già capaci di eseguire un repertorio come quello barocco. Il programma prevede, infatti, cantate e sonate del Barocco italiano, strettamente collegato a Napoli e la sua vita musicale straordinariamente ricca nel Seicento e Settecento. La città partenopea visse un'epoca di splendore e fu una capitale europea a livello musicale, tanto da attirare grandi compositori da tutte le città. Lo stesso Mozart nel 1770 appena arrivato in Italia si recò immediatamente a Napoli per vivere la cultura musicale della città partenopea, consapevole dell'importanza artistica che Napoli possedeva. In questa città era vissuto fino al 1614 anche Giovanni de Macque, un compositore di origini franco - fiamminghe ma napoletano d'adozione, divenuto uno dei compositori più famosi della città”. Alcuni dei suoi esperimenti con la scala cromatica (cromatismo musicale ) sono stati probabilmente influenzati dalla vicinanza con Carlo Gesualdo, con il quale collaborò. “Lo stesso Mozart deve a Domenico Cimarosa l'ispirazione di una sua celebre opera lirica: se non fosse esistito Cimarosa – spiega Claudio Astronio – non avrebbe potuto scrivere Le nozze di Figaro. Anche nei brani di Giovanni Battista Sammartini (origini bolognesi) e di Giovanni Bononcini (modenese di nascita) si parla della Napoli musicale”. Una città che oltre ad essere celebrata nella pittura barocca, è altrettanto importante per il lascito musicale. “Con questo concerto si intende celebrare la città anche da questo punto di vista strettamente musicale”.

Opera di Salvator Rosa "Marina" Napoli san Martino , esposta a Respiro Barocco Centro Trevi Bolzano
RESPIRO BAROCCO. UN VIAGGIO NELLA NAPOLI DEL SEICENTO
ARTEMISIA GENTILESCHI: DONNA E ARTISTA
CONFERENZA
con
SANDRA FIUMI
Responsabile della didattica della Soprintendenza per i Beni Artistici di Bologna
Iniziative collaterali
CALICE BAROCCO: nuove prospettive sul Seicento.
giovedì 9 aprile ore 18
Centro Trevi
Nell'ambito di Calice Barocco: le iniziative collaterali di Respiro Barocco. Un Viaggio nella Napoli del Seicento, giovedì 9 aprile alle 18 al Centro Trevi di Via Cappuccini a Bolzano, Sandra Fiumi della Soprintendenza per i beni artistici di Bologna, terrà una conferenza dal tema “Artemisia Gentileschi: donna e artista”, una relazione collegata al quadro Giuditta e Oloferne della pittrice, esposto fino al 27 maggio, insieme agli altri straordinari quadri del Barocco napoletano in prestito dal Museo di Capodimonte di Napoli. Sandra Fiumi è la responsabile didattica della Soprintendenza emiliana, esperta conoscitrice della biografia umana e artistica di Artemisia Gentileschi nata a Roma nel 1593 e deceduta a Napoli nel 1653, pittrice di scuola caravaggesca. La tela che raffigura Giuditta che decapita Oloferne conservata al Museo Capodimonte di Napoli, esposto a Bolzano in questi giorni, quadro simbolo di tutta l'esposizione che si avvale anche di un dispositivo tecnologico interattivo che indirizzato verso le pareti neutre consente di ammirare immagini della Napoli seicentesca, altrimenti invisibili, è un'opera pittorica impressionante per la violenza della scena che raffigura, sottoposta anche ad interpretazioni psicologiche e psicanalitiche come una rivalsa contro un uomo. La pittrice subì infatti violenza fisica e uno stupro da parte del pittore Agostino Tassi, collaboratore di Orazio Gentileschi, padre di Artemisia e sua volta affermato pittore, esponente di primo piano del filone artistico che si rifaceva al periodo romano di Caravaggio. Per avere commesso questo tremendo reato, il Tassi subì una lieve condanna, mentre Artemisia accettò di deporre contro il suo violentatore, subendo torture da parte degli inquisitori del tribunale.
Sandra Fiumi anticipa ciò che spiegherà alla conferenza sulla figura di Artemisia Gentileschi
“Le donne hanno raggiunto l'eccellenza in ogni arte cui si siano dedicate” - così ragionava Ludovico Ariosto - “ma dei tanti sacrifici che hanno sempre dovuto affrontare per potersi affermare come artiste, non si parla molto. Donne artiste, pittrici, un elenco al femminile che parte da Helena figlia di Timon d'Egitto vissuta nel 400 avanti Cristo, menzionata da Plinio nella sua opera “La battaglia di Isso” e documentata a Napoli in un mosaico conservato al Museo Archeologico. Anaxandra e Aristaretta nota per il suo ritratto di Esculapio. Margareta Van Eyck nata nel 1370 che lavorava nella bottega di Jan van Eyck, e di lì in poi ogni secolo ha avuto le proprie artiste che si possono dividere in due categorie: quelle che si conformano e quelle che si ribellano. La pittrice Elisabetta Sirani lavora in casa, non gli è consentito di sposarsi, né lavorare per proprio conto, causa il divieto del padre. Levinia Fontana dipinge ritratti e pale d'altare che richiedevano uno sforzo fisico eccessivo, anche quando è incinta per tutta la sua vita partorendo ben undici figli. Marietta Robusti figlia del Tintoretto, il quale fa vestire da uomo la figlia quando lavora nella sua bottega. Si conforma anche Sofonisba Anguissola che con il suo lavoro mantiene una famiglia nobile squattrinata. Si ribella invece Properzia de Rossi, scultrice bolognese, osteggiata in ogni modo per un lavoro considerato da uomo. Cerca di ribellarsi anche Artemisia Gentileschi che denuncia l'uomo dal quale ha subito violenza e trova nella sua arte il modo di riscattarsi”.

presenta
Teatro Puccini Merano
venerdì 6 marzo ore 20.30

ingresso libero
Un successo mondiale. Lo spettacolo ha già superato le 100 repliche. Reduce dalla tournée negli Stati Uniti a Los Angeles, ora arriva e a Merano e poi al Théâtre du Rond – Point di Parigi.
Crepapelle è stato scritto da Maria Cassi che si avvale della collaborazione dello scenografo Lucio Diana, un racconto di un innamoramento per due città, Parigi e la sua città natale Firenze. Non a caso. L'incontro con i luoghi, le persone, le piccole grandi follie quotidiane di chi ci abita, sono diventati gli spunti privilegiati per ideare lo spettacolo. La maschera dell'attrice si presta ad interpretazioni di anziane clochard e di donne bellissime, di pensionati, autisti di autobus, bambini e commesse. Crepapelle è uno spettacolo divertente, intelligente, raffinato e ironico, ma anche capace di vedere al di là delle apparenze. Interpretato da un'attrice capace di regalare al pubblico con sagacia e stile un'allegria contagiosa, sa andare dritto al cuore e risveglia quella vena d'umorismo vero, pensato e realizzato, dopo aver vissuto insieme a tanta gente. È la rappresentazione di una parodia dei pregi e difetti dei parigini e dei fiorentini mescolati tra loro, in un gioco di specchi sottile e ironico. Dopo averlo recitato negli Stati Uniti a Los Angeles e aver superato le cento repliche, ora dopo la tournée italiana, Maria Cassi porterà il suo spettacolo anche a Parigi in autunno. L'invito è arrivato dal direttore del Théâtre du Rond Point, Jean Michel Ribes. L'attrice si esibisce con il registro comico, il canto, il gramelot; le vicende comiche per tutto lo spettacolo vengono interrotte da brevi quanto efficaci sonorità drammatiche, si fondono in un finale spettacolare per luci ed effetti scenici, toccando il tasto dell’erotismo, portandolo inaspettatamente sul piano dell’amore allegro e divertito, felice e divertente. Una cifra stilistica che caratterizza da sempre tutto il suo repertorio, capace di re-inventare la realtà quotidiana delle azioni più comuni, in esilaranti spettacoli. Un successo internazionale che la vedrà perfino a Brodway nel 2010 con un nuovo copione teatrale basato su una rivisitazione di tutti gli spettacoli recitati che compongono la sua brillante carriera.





MITI E SEDUZIONI
È nativo di Fano nelle Marche che definisce un luogo “fra mare e collina dove al tramonto puoi riscoprire i toni azzurrini dei paesaggi di Leonardo e di Raffaello”, e il riferimento ai due grandi pittori non è casuale. La pittura per Carlo Simoni, non è un hobby, ma un vero lavoro insieme al mestiere dell’attore che lo ha reso celebre, il quale inaugura oggi alle 18 la personale “Miti e Seduzioni” alla Galleria Il Capricorno 10 di Via Palermo, visitabile tutti i giorni dalle 16 alle 19.30 (chiusa il lunedì) fino al 3 dicembre. Una carriera teatrale e artistica parallela: Simoni si è diplomato maestro d'arte all'Istituto Statale d'Arte di Bologna e all'Accademia di Belle Arti a Roma nel 1967. Dal 1975, anno in cui espone per la prima volta al Centro di documentazione grafica e pittura di Roma, Simoni ha fatto conoscere la sua arte in tutta Italia. Le opere pittoriche in mostra ora a Bolzano, provengono dal museo della Fondazione Marino Marini di Pistoia, dove sono state esposte fino il mese scorso nella sede di Palazzo del Tau. Oltre trenta quadri realizzati con la tecnica ad acrilico su tela in cui si distinguono tre autoritratti di Simoni, “Io Munch, Io Van Gogh, Re Enrico IV”, rappresentativi del pensiero – gesto pittorico dell'artista nel quale si fonde la passione per la pittura e la profonda ammirazione per l'espressionismo di Munch e di Van Gogh, ma anche un dovuto riconoscimento al teatro, al personaggio che prende vita dalle gesta dell'attore. La pittura di Simoni fonde le due anime che in lui convivono con eguale forza e propensione alla comunicazione visiva, artistica, espressione di un uomo che cattura la realtà e la trasforma in segno grafico e pittorico. Il critico Roberto Agnoletto spiega nel catalogo espositivo edito da “Settegiorni” la pittura di Simoni come “contemplativa e riflessiva, autoriflessiva. L'artista che crea, come l'alter ego dell'attore che si presenta, che si offre al mondo”. L'artista dal canto suo afferma che “la pittura fa parte della mia vita. Ho affinato due mestieri artistici e quello del pittore è più istintuale”. La mediazione tra soggetto rappresentato e ricerca espressiva è data dalla tecnica usata che si avvale dell'uso della grafica computerizzata nella rielaborazione del tema “catturato” dalla macchina fotografica. Senza però dimenticare l'osservazione diretta, immediata, dall'occhio umano. “Vedo la vita come delle inquadrature e le disegno come se fossero dei quadri o fotogrammi. Osservo tutto ciò che si muove, vedo le persone e le disegno con gli occhi nello stesso istante.”. Per quest’artista l'ispirazione nasce dall'attenzione rivolta al corpo umano femminile, tema ricorrente nella sua carriera pittorica. “Lo sento importante, il nudo per me è un astratto, il corpo lo paragono al paesaggio, una rappresentazione visuale astratta. Io dipingo la matura che è la donna, che ha il valore aggiunto della passionalità, l'erotismo raffinato. Dipingo la donna come una ricerca, un'indagine interna della femminilità”. “Miti e seduzioni” segue la precedente mostra di Simoni a Bolzano realizzata nel 1997 alla Galleria “Les Chances de L' Art” di Antonella Cattani, e a Trento alla Galleria ”Isola”, dedicata alla figura di Medea. Nell'esposizione alla Capricorno sono in mostra opere come “Ballerina, “Venere su fondo giallo”, “Adamo ed Eva”, “Psiche”, “La donna e il cagnolino”. Simoni non ha dubbi: ““Se non avessi avuto il successo come attore, avrei dedicato tutta la mia vita alla pittura”.