sabato, 18 aprile 2009, ore 10:50

baia di Lampedusa

Oggi piove!

Ma è mai possibile che in Italia si litighi per tutto! Perfino per le previsioni meteorologiche sbagliate. In verità hanno ragione a dare contro ai professori televisivi e non solo che sparavano previsioni temporalesche sulla Pasqua appena trascorsa. Ne avessero azzecata una! Sole e caldo. 24 gradi a Bolzano. Io a Viareggio che sudavo e ho perfino fatto il bagno a Monterosso nelle Cinque Terre. Una meraviglia. Peccato per la draga schiacciasassi in mare, la quale scavava sabbia, caricava sassi e li gettava nelle azzurre acque diventate torbide. Per non parlare dei camion sulla spiaggia indietro e avanti a scaricare ghiaia! Ma voglio dire.... uno decide di passare una giornata al mare in santa pace, una volta tanto! No! Fragore assordante, polvere, scarichi di idrocarburi! Avesse piovuto almeno, così stavo a casa! Dovevo ascoltare il metereologo di turno tipo il Giuliacci! No. Sole, caldo, 24 gradi.

Robertoerre
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categoria : parole e libertà, la scatola delle cose futili

lunedì, 29 dicembre 2008, ore 23:09

San Silvestro patrono

San Silvestro

capodanno, finisce un anno e fa capolino quello nuovo. Eppure è come fosse la prima volta, per tanti, per le tradizioni, per il desiderio di festeggiare il vecchio che se ne va e il nuovo che avanza. Capodanno tra frenesia di cercare emozioni, piacere, gola , e desiderio. Il capodanno migliore? Salutare il 2008 in compagnia delle persone che si amano e brindare insieme al 2009. Con semplicità e frugalità. 

A tutti un felice anno nuovo.

Robertoerre
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categoria : parole e libertà, la scatola delle cose futili

sabato, 13 dicembre 2008, ore 00:49

San PietroTu percorri in auto la strada con molta calma, è domenica, non hai fretta e viaggi a 30 chilometri. Devi andare all'edicola a comprare i giornali e già che ci sei fai un giro per la tua città meravigliosa ed eterna. Sei via con il pensiero e non ti accorgi in fondo alla strada che oltre c'è il vuoto.Quasi quasi non vedi che stai per andare a sbattere contro il cupolone di marmo. Eppure ero sicuro: ieri non c'era. Sembra che sia cresciuta la notte scorsa improvvisamente, è la stessa strada che percorro da secoli, prima che arrivassero le auto! 

Robertoerre
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categoria : parole e libertà, raccontimiei/tuoi

martedì, 18 novembre 2008, ore 14:33

Elio

 

FOLGORE

Fulmine, saetta, folgore. Potenza titanica della Natura dove la luce scquarcia le tenebre e la notte si rischiara accecata. Scende sulla terra e il rombo del tuono scuote il silenzio dei ghiacci eterni. Il blu si fa violento e stride sul bianco candido.

Robertoerre
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categoria : parole e libertà

giovedì, 16 ottobre 2008, ore 12:16

tag immagine

 www.masternewmedia.org

 

Poesia (che vita sarebbe senza la poesia?)adesivi (che fine ha fatto la colla?) aforismi (sono obbligatori,dovrebbe prescriverli il medico!) ambiente amicizia amore  (sono tre, sono tutti in via d’estinzione)anima animali (ci sono animali che hanno più anima dell’uomo) annunci (per favore no, basta!,siamo invasi dagli annunci, li trovi al supermercato, nei bagni dell'autogrill, nella cassetta della posta: non serve a nulla scrivere di non metterli, in televisione. L'uomo non riesce più a vivere senza annunci) appuntamenti (non riesco mai a ricordarli tutti) arte(in giro si vede brutta arte  troppa e inutile.  Fermiamo l'invasione dell'arte – non arte. (2) Dovremmo chiamare arte solo l'espressione del pensiero e della personalità...espressione valida in ogni forma d'arte.articoli (quell ne scrivo e ne leggo molti, alcuni inutili)  attualità (purtroppo negativa quella italiana. Violenza sulle donne, calcio violento. Drammi esistenziali. Povertà. Povera Italia) auguri (appunto) avatar avvisi (ai naviganti?) bambini(l’unica cosa bella) bellezza (i bambini)  blog (ti cambia la vita in qualche modo) calcio (quello non lo amo anzi. Vedi Napoli e Sofia ) canzoni (belle e brutte, molte ma sono linfa vitale) casa (averne una mia a Nicola, sì Nicola, non è un uomo, ma un borgo medievale nella Lunigiana vicino alle cave di marmo) cazzate (se ne dicono tante)  cazzeggio (sport preferito da molti italiani) chiesa (sono meravigliose per i loro tesori, le loro pitture rinascimentali. Meno per chi le comanda) cibo (pane olio e origano e capperi di Pantelleria, formaggio di capra e alici di Monterosso) cinema citazioni comunicazione comunicazioni comunicazioni ... concerti considerazioni cronaca cucina cultura cuore curiosità dark day by day dediche deliri delirio depressione desideri diario diary dieta diritti divertimento dolore domande donne dubbi economia elezioni emozioni energia eros estate eventi famiglia fantasy felicità feste film filosofia follia foto (su Rosso Venexiano c'è Rosso Foto)fotografia fotografie frammenti frasi friends fumetti futuro giornalismo giustizia glitter gossip governo grafica guerra happy icons immagini incontri informazione iniziative internet interviste io italia lavoro letteratura letture libertà libri life love malinconia manga mare me me myself and ... media memoria milano mondo morte music musica (sta al primo posto dei miei interessi e passioni). my life napoli natale natura news notizie notte novità odio opinioni pace parole passione paura pensieri pensieri e par... pensieri spars... personaggi personaggi fam... personale persone poesia poesie politica rabbia racconti racconto recensioni religione richieste ricordi riflessione riflessioni rock roma salute satira scazzo scleri sclero scrittura scuola segnalazioni sensazioni sentimenti sesso sfoghi sfogo shopping società sogni solitudine songs sport storia storie teatro tecnologia telefilm televisione template templates tempo test testi tristezza tv umorismo università uomini usa vacanze varie varie ed event... viaggi video vignette visioni vita vita quotidian... vita vissuta web 

e altro ancora ogni istante in cui mi vengono altri commenti, se poi volete contribuire, meglio ancora. Nuovi commenti sono ben accetti !!

 

Robertoerre
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lunedì, 13 ottobre 2008, ore 20:08

Frasi immortali, celebri, aforismi, parole in libertà,

 

INVECCHIANDO

DIVENTO SEMPRE PIÙ

SINCERO, E NON POSSO

OPERAR COSA CHE LA

COSCIENZA NON

AMMETTA PER INTERO.

(G. Carducci)

 

IL TIRO PEGGIORE CHE LA FORTUNA

POSSA GIOCARE AD UN UOMO DI

SPIRITO È METTERLO ALLE

DIPENDENZE DI UNO SCIOCCO.

(Giovanni Giacomo Casanova)

COSERVONS PAR LA

SAGESSE CE QUE NOUS

AVONS ACQUÍS PAR

L'ENTHOUSÍASME

(condorcet)

CHI È FONDAMENTALMENTE UN
MAESTRO PRENDE SUL SERIO OGNI
COSA SOLTANTO IN RELAZIONE
AI SUOI SCOLARI-PERFINO SE STESSO

(sentenze e intermezzi. "Al di là del bene e del male").

(F. Nietzsche)

IL GROTTESCO AMMINISTRATIVO È UNA

POSSIBILITÀ CHE LA BUROCRAZA SI

È REALMENTE DATA

(M. FOUCAULT)

 

 

 

Robertoerre
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lunedì, 28 luglio 2008, ore 21:41

Antonio Albanese afferma: "....vedo anche rassegnazione e per me questo è più doloroso. Non so nemmeno se ho il fisico per rappresentarla. La rassegnazione è come una nebbia, crea confusione, proprio quella che stiamo vivendo. Non mi piace, perchè con la rassegnazione le persone non hanno più bisogno della verità".

Parole rilasciate nell'intervista a Repubblica del 27 luglio.

Parole che sono da condividere a pieno. Un'amara riflessione. Un giudizio severo.

 

Robertoerre
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domenica, 29 giugno 2008, ore 22:39

La salvezza viene dal pensiero e non dalla propaganda

Subrar Kamir Mitra

Robertoerre
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sabato, 14 giugno 2008, ore 23:41

L’AMACA
 
Se un italiano avesse voluto farsi un’opinione sulle intercettazioni telefoniche, e avesse deciso di documentarsi all’edicola sotto casa, comperando giornali di diverso orientamento, che cosa avrebbe capito? Avrebbe capito che la percentuale dei suoi concittadini intercettati varia, a seconda del quotidiano scelto, dall’uno per cento al cento per cento. Attenzione, la mia non è un’iperbole. E’ un rendiconto matematico. Si va da poche centinaia di migliaia di intercettati (fonte: questo giornale) a “tutti gli italiani sono intercettati” (fonte: il Giornale). In mezzo, l’intera gamma delle ipotesi, delle illazioni, delle forzature, delle frottole (quale è, senza l’ombra di dubbio, il titolone del Giornale). Ora: le opinioni sono tutte legittime. Le bugie no. E, se la matematica non è un’opinione, la larga maggioranza dei dati riportati dalla stampa quotidiana italiana non rappresenta affatto la realtà, e nemmeno un’approssimazione della realtà. Rappresenta un legittimo punto di vista (contro la pratica diffusa di pubblicare le intercettazioni) in modo illegittimo e disonesto: imbrogliando i lettori. Poiché la stampa italiana è molto schierata, molto interessata, molto partecipe della questione, sarebbe bello (bello e impossibile) che palesasse le sue posizioni senza ricorrere alla frode. Non sarà falso in atto pubblico, ma poco ci manca.  
 
 
Commento: Ho ricopiato l’Amaca di Repubblica di sabato 14 giugnoRubrica quotidiana che firma Michele Serra.
Leggo molti post che trattano il tema del giorno: le intercettazioni e la relativa legge che le limita. Legge molto discussa e molto discutibile. Argomento delicato quello delle intercettazioni, ancora di più la sua regolamentazione. Bene allora cosa pensare di quanto scritto e letto or sopra? Che ruolo ha una certa stampa nel forviare l’opinione pubblica? Nel manipolare un dato e trasformarlo in un allarme ingiustificato e sproporzionato, cosa si ottiene se non la sensazione di essere stati violati della propria vituperata privacy, vita privata, ecc. ? Quando invece non è cosi! Ma è più facile pubblicare frasi ad effetto come “tutti gli italiani sono intercettati”. 60 milioni di italiani intercettati? Quante migliaia di intercettatori stanno ad ascoltarci? Quanti magistrati firmano centinaia di migliaia di richieste d’intercettazioni? Così una legittima e indispensabile necessità investigativa (da regolamentarsi democraticamente) rischia di diventare un sopruso, uno strumento fuori legge (l’elogio del paradosso). Vietato per reati molto diffusi in Italia (ad alti livelli imprenditoriali, economici e politici) che rispondono alla voce corruzione e concussione e altri reati gravi. Chissà perchè! (ironico). Vietato diffonderle a mezzo stampa. Bene tutto giusto?! E poi? Quanti reati impuniti e non conosciuti avremo d’ora in poi? Troppe domande e poche certezze sperando di non essere intercettato alla prossima telefonata.......
Robertoerre
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sabato, 14 giugno 2008, ore 16:54

CONFERENZA DI MASSIMO CACCIARI
LIUB BOLZANO
 
 
Il filosofo Cacciari parla ad una platea attenta, cita  Platone e la sua teoria contenuta nella sua opera “Repubblica”e al mito della caverna contenuto nel settimo libro,  per spiegare i principi etici della politica, i valori che stanno alla base dell’agire politico, a quanto dovrebbe essere “filosofo” un politico “responsabile e imputabile, cioè sempre sul banco degli imputabili, Un politico non può dire: è responsabilità degli altri. I valori cosa sono nell’agire politico? Ciò che non è scambiabile. Cio che ha valore non è scambiabile, al contrario di ciò che può avere un prezzo”. Cacciari invita a diffidare dal politico che dimostra di avere convincimenti profetici che trasmette “prediche e morali fatti di verità e valori assoluti”, a condizione altrimenti che il politico conduca una “vita santa”. Fa un salto indietro di secoli per spiegare le origini della filosofia. “Nasce nella poleis , città stato greca. Creatura politica, la filosofia, la sua storia è la storia stessa della polis” Ecco allora la metafora del mito della caverna, uno dei più famosi e affascinanti, in esso si ritrova la teoria platonica della conoscenza, ma anche il rapporto tra filosofia e impegno di vita. Cacciari lo considera“un enigma dai lati misteriosi e oscuri” . “Nella caverna vi sono degli uomini incatenati che non possono volgere lo sguardo indietro e hanno lo sguardo fisso davanti a loro. Alle loro spalle arde un fuoco e altri uomini si muovono liberamente e le loro ombre vengono proiettate all’interno di fronte agli incatenati che scambiano l’eco delle voci degli uomini liberi per la realtà. Uno di loro si libera e può vedere la luce e con gli occhi della mente da dove si origina il sole e il bene. Potrebbe restare libero, non più prigioniero delle illusioni invece torna nella caverna e racconta ciò che ha visto, una realtà diversa da quella immaginata. Gli altri reagiscono diversamente e preferiscono restare nella caverna, uccidendo il compagno che si era tolto le catene”. Strano ma secondo Cacciari è un obbligo anche morale. Perchè torna? “Perché altrimenti dimostrerebbe che non è un filosofo, tradirebbe il suo essere filosofo. Perché il sole discende e il bene produce. Se restasse libero non avrebbe capito il bene che è effusivo, comunica, si dona, e più si da, più si accresce. Deve tornare nelle tenebre e dialogare con gli altri. Entrare in dialogo con gli altri – afferma il relatore – è un obbligo” e a questo punto dal mito si passa all’attualità, a come un vero politico dovrebbe agir per il bene comune. La connessione tra politica e filosofia come somma responsabilità del pensare. “Una capacità di dare risposta ma bisogna saper anche ascoltare”, è il monito di Cacciari, uno che conosce cosa significa amministrare la cosa pubblica, “ecco però che si fa avanti il dramma, ( un problema che ha che fare con il concetto di responsabilità quando è costretto a rivolgersi all’altro), che si viene a creare tra la responsabilità del pensare e responsabilità del politico. Il pensare della filosofia consiste nel comunicare ciò che è, per il politico è ciò che secondo la sua visione delle cose deve essere. Tutti e due comunicano secondo modalità incompatibili tra loro. Un politico è credibile quanto in termini veristici intende trasformare la realtà”. Cacciari prende a prestito anche il pensiero d Max Weber per dare ancora più risalto al suo discorso. “Per Weber il politico è caratterizzato dall’etica della responsabilità. Il suo fine deve essere presentato in modo realmente attuabile, e responsabile. Deve essere imputabile”. Su questo il filosofo – politico insiste, a dimostrazione di una convinzione assoluta nel fare politica secondo dei valori etici. Il politico ha le sue responsabilità ma “l’innocenza della società civile è una stupidaggine, altrimenti diventa complicità. Il politico è costantemente in lutto perché in questa mediazione tra gli opposti dovrà continuamente rinunciare a qualcosa, sentendosi in colpa nel non condividere le idee degli altri; diversamente diventerà un monologante , conclude categorico il sindaco di Venezia, con evidente allusione ai politici che governano ai giorni nostri. Si apre la discussione e le domande del pubblico incalzano Cacciari. “La responsabilità del sapere è anche responsabilità dell’agire? “Certo, il liberato della caverna non sarebbe liberato se non cercasse di liberare. Il politico se non appartenesse alla passione del sapere non sarebbe un vero politico”. Il presidente del Consiglio Provinciale Dello Sbarba sostiene che c’è “incompatibilità tra verità e politica”. La risposta di Cacciari è netta. “ La verità va intesa come uno sforzo di aderenza alla realtà. La filosofia è fenomenologia. La verità deve tenere a questa altrimenti è il politico diventa demagogo. Se si oscilla tra analisi fattuali e prediche morali non si è politici”. Viene chiesto allora se il politico se la debba cavare da solo nel suo difficile compito o il cittadino debba coadiuvarlo. “Dobbiamo essere tutti in relazione e un politico non comunica verità assolute. Dobbiamo diffidare della politica che ci si presenta come verità”. Alla domanda “Ma lei dove si colloca rispetto alla caverna e il Partito Democratico dove si pone?” Speriamo che io me la cavi – è la sua personale risposta – “il Partito spero possa essere elemento di congiunzione, e che scaturisca da una nuova analisi della nostra società che sappia valutare nella giusta misura etica e valori”. La sua analisi cita anche l’Italia del secondo dopo guerra dove non sono mancati esempi di responsabilità politica. “In quel periodo c’è stata un’individuazione di valori reali, di doveri praticabili responsabilmente definiti e trasversali ai diversi orientamenti politici . Con la catastrofe degli anni ’90 e Tangentopoli in Italia si è aperta la crisi più grave e lunga di tutta Europa. Il delitto Moro è stato il più grave delitto politico. Nessun altro paese ha subito tutto ciò, ma siamo sopravvissuti; per questo bisogna avere speranza anche nella politica attuale!”.
Robertoerre
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categoria : parole e libertÃ