La capacità di immaginare un mondo più conoscibile
Mi continua a frullare nella testa questa frase ascoltata in televisione. Sembra il titolo di un romanzo, quello che vorrei scrivere forse, ma non sono mai riuscito. Un mondo conoscibile eppure io non lo conosco abbastanza. Chi di noi può conoscerlo a tal punto di sapere tutto del mondo. Vorrei viaggiare altrove e conoscere quel conoscibile fino a ad ora misterioso per la mia mente e per i miei occhi. Posso immaginarlo ma non mi basta. Posso vederlo con gli occhi di chi desidera esserci stato. C'è qualcuno che possiede questa capacità anche solo immaginando cosa ci sia lontano da noi, da quel poco di mondo che ognuno abita e pensa sia sufficiente? Vorrei conoscerlo e farmi portare lontano in quel mondo che ho sempre immaginato. Un mondo più conoscibile.

Poesia (che vita sarebbe senza la poesia?)adesivi (che fine ha fatto la colla?) aforismi (sono obbligatori,dovrebbe prescriverli il medico!) ambiente amicizia amore (sono tre, sono tutti in via d’estinzione)anima animali (ci sono animali che hanno più anima dell’uomo) annunci (per favore no, basta!,siamo invasi dagli annunci, li trovi al supermercato, nei bagni dell'autogrill, nella cassetta della posta: non serve a nulla scrivere di non metterli, in televisione. L'uomo non riesce più a vivere senza annunci) appuntamenti (non riesco mai a ricordarli tutti) arte(in giro si vede brutta arte troppa e inutile. Fermiamo l'invasione dell'arte – non arte. (2) Dovremmo chiamare arte solo l'espressione del pensiero e della personalità...espressione valida in ogni forma d'arte.articoli (quell ne scrivo e ne leggo molti, alcuni inutili) attualità (purtroppo negativa quella italiana. Violenza sulle donne, calcio violento. Drammi esistenziali. Povertà. Povera Italia) auguri (appunto) avatar avvisi (ai naviganti?) bambini(l’unica cosa bella) bellezza (i bambini) blog (ti cambia la vita in qualche modo) calcio (quello non lo amo anzi. Vedi Napoli e Sofia ) canzoni (belle e brutte, molte ma sono linfa vitale) casa (averne una mia a Nicola, sì Nicola, non è un uomo, ma un borgo medievale nella Lunigiana vicino alle cave di marmo) cazzate (se ne dicono tante) cazzeggio (sport preferito da molti italiani) chiesa (sono meravigliose per i loro tesori, le loro pitture rinascimentali. Meno per chi le comanda) cibo (pane olio e origano e capperi di Pantelleria, formaggio di capra e alici di Monterosso) cinema citazioni comunicazione comunicazioni comunicazioni ... concerti considerazioni cronaca cucina cultura cuore curiosità dark day by day dediche deliri delirio depressione desideri diario diary dieta diritti divertimento dolore domande donne dubbi economia elezioni emozioni energia eros estate eventi famiglia fantasy felicità feste film filosofia follia foto (su Rosso Venexiano c'è Rosso Foto)fotografia fotografie frammenti frasi friends fumetti futuro giornalismo giustizia glitter gossip governo grafica guerra happy icons immagini incontri informazione iniziative internet interviste io italia lavoro letteratura letture libertà libri life love malinconia manga mare me me myself and ... media memoria milano mondo morte music musica (sta al primo posto dei miei interessi e passioni). my life napoli natale natura news notizie notte novità odio opinioni pace parole passione paura pensieri pensieri e par... pensieri spars... personaggi personaggi fam... personale persone poesia poesie politica rabbia racconti racconto recensioni religione richieste ricordi riflessione riflessioni rock roma salute satira scazzo scleri sclero scrittura scuola segnalazioni sensazioni sentimenti sesso sfoghi sfogo shopping società sogni solitudine songs sport storia storie teatro tecnologia telefilm televisione template templates tempo test testi tristezza tv umorismo università uomini usa vacanze varie varie ed event... viaggi video vignette visioni vita vita quotidian... vita vissuta web
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Il cielo dall'altra parte del mondo

C'è tutto il mondo dall'altra parte. Basta saperlo vederlo sotto il cielo. Guardando fuori dalla sua finestra di fronte, pensava che il suo orizzonte non poteva finire al di là del tetto grigio spiovente con gli abbaini in fila, dove la sera quando s'accendeva la luce l’umanità che ci viveva dentro come formiche nel loro nido, ammassati in una stanza fatiscente. In quello a fianco del camino, alla destra di chi guarda dall’altra parte della strada, vivono suppergiù dieci uomini. Insieme ad un frigo gigantesco. Sempre aperto da dove usciva una luce fluoriscente, quasi sinistra. Di notte lì dentro succedeva di tutto. Meno male che c'era il cielo a distrarti la vista, altrimenti se ti fissavi, rischiavi di immergerti dentro quel foro nel tetto e farti invischiare in qualcosa di torbido. Il cielo sembrava muoversi verso di te per colpa del vento. E delle nuvole: non stavano mai ferme dentro quel cielo accelerato, smanioso e irrequieto. Dalla strada saliva un rumore più simile ad un brusio di cicale in amore. Di giorno come di notte. Un via vai che cresceva a dismisura, ma tutto sommato tollerabile. Caso mai dentro quell’abbaino c’era qualcosa di ingannevole. Non si poteva restare indifferenti. Perché? Il frigo gigantesco veniva aperto e richiuso ad intervalli regolari. Tutta la notte. Dall’altra parte della strada era difficile riuscire a focalizzare di più la vista su un elettrodomestico così inquietante, dall’uso inconsueto, e un pò bizzarro. E poi c’era quella luce violacea proveniente dal frigo che da qui a poco sarebbe esplosa... e allora tutti avrebbero capito.