RESPIRO BAROCCO
La sonata e la cantata barocca
concerto di musiche barocche
Centro Trevi giovedì 16 aprile ore 18
ingresso libero
Ensemble Musici Prattici
direzione di Claudio Astronio
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La musica barocca è di scena a “Respiro Barocco. Un Viaggio nella Napoli del Seicento”, l'esposizione della pittura barocca con i capolavori del Museo di Capodimonte di Napoli, in corso al Trevi fino al 27 maggioì 16 aprile alle 18 l'ensemble da camera dell'Istituto musicale Vivaldi di Bolzano “Musici Prattici” si cimenterà nel concerto “La sonata e la cantata barocca” con esecuzione di musiche di Giovanni de Macque, Giovanni Battista Sammartini, Bernardo Storace, Giovanni Bononcini. Preparati da Claudio Astronio, docente della classe di musica da camera del Vivaldi, nonché musicista e direttore d'orchestra, i cinque componenti dell'ensemble dimostrano di possedere capacità e talento pur essendo molto giovani. Sono Anna Lucia Nardi contralto, Giulio Gerloni flauto barocco, Ildiko Maier violino, Cecilia Clò violoncello, Elena Borgogno clavicembalo, e sono stati scelti anche per partecipare al Festival musicale della gioventù europea che si terrà a Linz in Austria quest'anno. Claudio Astronio spiega che sono dotati di “un livello qualitativo notevole e già capaci di eseguire un repertorio come quello barocco. Il programma prevede, infatti, cantate e sonate del Barocco italiano, strettamente collegato a Napoli e la sua vita musicale straordinariamente ricca nel Seicento e Settecento. La città partenopea visse un'epoca di splendore e fu una capitale europea a livello musicale, tanto da attirare grandi compositori da tutte le città. Lo stesso Mozart nel 1770 appena arrivato in Italia si recò immediatamente a Napoli per vivere la cultura musicale della città partenopea, consapevole dell'importanza artistica che Napoli possedeva. In questa città era vissuto fino al 1614 anche Giovanni de Macque, un compositore di origini franco - fiamminghe ma napoletano d'adozione, divenuto uno dei compositori più famosi della città”. Alcuni dei suoi esperimenti con la scala cromatica (cromatismo musicale ) sono stati probabilmente influenzati dalla vicinanza con Carlo Gesualdo, con il quale collaborò. “Lo stesso Mozart deve a Domenico Cimarosa l'ispirazione di una sua celebre opera lirica: se non fosse esistito Cimarosa – spiega Claudio Astronio – non avrebbe potuto scrivere Le nozze di Figaro. Anche nei brani di Giovanni Battista Sammartini (origini bolognesi) e di Giovanni Bononcini (modenese di nascita) si parla della Napoli musicale”. Una città che oltre ad essere celebrata nella pittura barocca, è altrettanto importante per il lascito musicale. “Con questo concerto si intende celebrare la città anche da questo punto di vista strettamente musicale”.

Opera di Salvator Rosa "Marina" Napoli san Martino , esposta a Respiro Barocco Centro Trevi Bolzano
RESPIRO BAROCCO. UN VIAGGIO NELLA NAPOLI DEL SEICENTO
ARTEMISIA GENTILESCHI: DONNA E ARTISTA
CONFERENZA
con
SANDRA FIUMI
Responsabile della didattica della Soprintendenza per i Beni Artistici di Bologna
Iniziative collaterali
CALICE BAROCCO: nuove prospettive sul Seicento.
giovedì 9 aprile ore 18
Centro Trevi
Nell'ambito di Calice Barocco: le iniziative collaterali di Respiro Barocco. Un Viaggio nella Napoli del Seicento, giovedì 9 aprile alle 18 al Centro Trevi di Via Cappuccini a Bolzano, Sandra Fiumi della Soprintendenza per i beni artistici di Bologna, terrà una conferenza dal tema “Artemisia Gentileschi: donna e artista”, una relazione collegata al quadro Giuditta e Oloferne della pittrice, esposto fino al 27 maggio, insieme agli altri straordinari quadri del Barocco napoletano in prestito dal Museo di Capodimonte di Napoli. Sandra Fiumi è la responsabile didattica della Soprintendenza emiliana, esperta conoscitrice della biografia umana e artistica di Artemisia Gentileschi nata a Roma nel 1593 e deceduta a Napoli nel 1653, pittrice di scuola caravaggesca. La tela che raffigura Giuditta che decapita Oloferne conservata al Museo Capodimonte di Napoli, esposto a Bolzano in questi giorni, quadro simbolo di tutta l'esposizione che si avvale anche di un dispositivo tecnologico interattivo che indirizzato verso le pareti neutre consente di ammirare immagini della Napoli seicentesca, altrimenti invisibili, è un'opera pittorica impressionante per la violenza della scena che raffigura, sottoposta anche ad interpretazioni psicologiche e psicanalitiche come una rivalsa contro un uomo. La pittrice subì infatti violenza fisica e uno stupro da parte del pittore Agostino Tassi, collaboratore di Orazio Gentileschi, padre di Artemisia e sua volta affermato pittore, esponente di primo piano del filone artistico che si rifaceva al periodo romano di Caravaggio. Per avere commesso questo tremendo reato, il Tassi subì una lieve condanna, mentre Artemisia accettò di deporre contro il suo violentatore, subendo torture da parte degli inquisitori del tribunale.
Sandra Fiumi anticipa ciò che spiegherà alla conferenza sulla figura di Artemisia Gentileschi
“Le donne hanno raggiunto l'eccellenza in ogni arte cui si siano dedicate” - così ragionava Ludovico Ariosto - “ma dei tanti sacrifici che hanno sempre dovuto affrontare per potersi affermare come artiste, non si parla molto. Donne artiste, pittrici, un elenco al femminile che parte da Helena figlia di Timon d'Egitto vissuta nel 400 avanti Cristo, menzionata da Plinio nella sua opera “La battaglia di Isso” e documentata a Napoli in un mosaico conservato al Museo Archeologico. Anaxandra e Aristaretta nota per il suo ritratto di Esculapio. Margareta Van Eyck nata nel 1370 che lavorava nella bottega di Jan van Eyck, e di lì in poi ogni secolo ha avuto le proprie artiste che si possono dividere in due categorie: quelle che si conformano e quelle che si ribellano. La pittrice Elisabetta Sirani lavora in casa, non gli è consentito di sposarsi, né lavorare per proprio conto, causa il divieto del padre. Levinia Fontana dipinge ritratti e pale d'altare che richiedevano uno sforzo fisico eccessivo, anche quando è incinta per tutta la sua vita partorendo ben undici figli. Marietta Robusti figlia del Tintoretto, il quale fa vestire da uomo la figlia quando lavora nella sua bottega. Si conforma anche Sofonisba Anguissola che con il suo lavoro mantiene una famiglia nobile squattrinata. Si ribella invece Properzia de Rossi, scultrice bolognese, osteggiata in ogni modo per un lavoro considerato da uomo. Cerca di ribellarsi anche Artemisia Gentileschi che denuncia l'uomo dal quale ha subito violenza e trova nella sua arte il modo di riscattarsi”.
“RESPIRO BAROCCO”.
UN VIAGGIO NELLA NAPOLI DEL 600 AL CENTRO TREVI DI BOLZANO
dal 20 marzo al 27 maggio 2009. Inaugurazione 19 marzo ore 18
I CAPOLAVORI DEL BAROCCO NAPOLETANO DEL MUSEO DI CAPODIMONTE DI NAPOLI
LA NATURA MORTA BAROCCA
Specchio di un’epoca, la natura morta esprime le speranze e le paure del ‘600 europeo e ci avvicina, più di ogni altro genere, ai gusti e al vissuto quotidiano della società del tempo. Il suo sviluppo è legato al consolidamento di una nuova mentalità laica che si affida all’osservazione diretta della natura, ma mantiene quasi sempre un riferimento alla caducità della vita

Luca Forte1 (Napoli 1605-1660) è il capofila e uno dei principali protagonisti della scuola napoletana di nature morte che interpreta in chiave intensamente naturalistica. Fa parte infatti della corrente caravaggesca che si impone nella prima parte del secolo e si riconosce da due elementi: l’evidenza degli oggetti portati in primo piano e la luce che attraversa la tela per colpire le cose rappresentate. Il genere della natura morta si sviluppa in seguito a Napoli come nel resto d’Italia attraverso un filone classicista che viene a prevalere, pienamente barocco, con composizioni fastose e ricche, vere e proprie cascate di colore. Pur essendo Luca Forte il maggiore tra i pittori di natura morta di ambito caravaggesco rari sono i suoi dipinti nelle collezioni pubbliche e poco di lui si sa in termini biografici e stilistici.
Luca Forte
Natura morta di melograne, uva, fichi, mele e fiori
Olio su tela 111 x 85
Napoli, Museo di Capodimonte

GIUDITTA E OLOFERNE di ARTEMISIA GENTILESCHI (dettaglio)
“RESPIRO BAROCCO” al Centro culturale Trevi della Provincia di Bolzano- Ripartizione Cultura in lingua italiana
La Napoli del Seicento è una città vitale, spagnola, piena di contraddizioni, dove lusso e miseria, genialità e ignoranza, alta cultura e povertà convivono. La città offre una scuola pittorica di primissimo piano che prende avvio dalla presenza in città di Caravaggio, il cui linguaggio marcatamente naturalistico, che bene rappresenta la religiosità napoletana e i forti contrasti sociali, viene adottato dalla nuova generazione di artisti. In mostra gli stregati da Caravaggio, un gruppo straordinario di artisti che ha reso d’oro il Seicento napoletano: Battistello Caracciolo, il misterioso Maestro dell‘annuncio ai pastori, il grandissimo Jusepe de Ribera, Artemisia Gentileschi, Luca Forte, Aniello Falcone, Salvator Rosa con uno struggente paesaggio quasi romantico, Massimo Stanzione, il più classicista tra tutti i pittori esposti, la cui influenza sui giovani pittori sarà pari a quella esercitata dai fiamminghi come il raffinatissimo Antonie Van Dyck. La micidiale peste del 1656, che infligge una punizione terribile alla città, impone una svolta radicale anche in arte: Mattia Preti, Luca Giordano e Francesco Solimena sono i protagonisti indiscussi di questa seconda stagione artistica con una pittura ormai pienamente barocca.
Dal 20.03. al 27.05.09
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO -ALTO ADIGE
Ripartizione 15 - Cultura Italiana
in collaborazione con Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed
Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, Museo di Capodimonte

Un viaggio nella Napoli del Seicento, secolo controverso ed affascinante, un'occasione unica di ammirare dodici opere esemplari del Barocco napoletano, esposte a Bolzano per la prima volta al Centro Trevi. “Respiro Barocco”, dal 20 marzo al 27 maggio è l'evento di alto profilo culturale, proposto dalla Ripartizione Cultura italiana della Provincia di Bolzano, in collaborazione con la Soprintendenza Storico Artistica ed Etnoantropologica e per il Polo Museale della città di Napoli, Museo di Capodimonte. Un percorso completo ed esaustivo che permette un'incursione nel mondo della storia dell'arte dedicato ai capolavori barocchi curato dal soprintendente del Museo di Capodimonte Nicola Spinosa, massimo esperto mondiale del Barocco. Opere realizzate da artisti famosi per aver reso d'oro il Seicento napoletano. Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi, San Giovanni Battista di Mattia Preti, Marina di Salvator Rosa, la Madonna con il Bambino di Massimo Stanzione, il più classicista tra tutti i pittori esposti, la cui influenza sui giovani pittori sarà pari a quella esercitata dai fiamminghi come il raffinato Antonie van Dyck di cui sarà esposto il suo Cristo crocefisso, la Vergine con S. Anna e S. Gioacchino di Francesco Solimena, Andata al Calvario di Battistello Caracciolo, Santa Maria Egiziaca di Jusepe de Ribera, Ritorno del figliol prodigo dipinto dal Maestro Annuncio ai Pastori riconosciuto come Bartolomeo Passante, la Battaglia fra ebrei ed Amaleciti di Aniello Falcone. La terribile peste del 1656 infligge una punizione terribile alla città e impone una svolta radicale anche nell'arte. Le opere San Nicola di Bari salva il fanciullo coppiere di Luca Giordano, Natura morta di melograne, uva, fichi, mele e fiori di Luca Forte, San Giovanni Battista di Mattia Preti, sono realizzate dai protagonisti indiscussi di questa seconda stagione artistica caratterizzata da una pittura ormai pienamente barocca. Il visitatore potrà immergersi nelle ambientazioni riprodotte dagli artisti mediante un percorso cinematografico realizzato a Napoli, al fine di provare dal vivo un'esperienza visiva, fisica, sensoriale, a ritroso nei luoghi e nel tempo di una città vitale, spagnola, piena di contraddizioni, dove il lusso e la miseria, genialità e ignoranza, cultura elevata e povertà, convivevano insieme.La presenza di Caravaggio a Napoli, il cui linguaggio marcatamente naturalistico che ben rappresenta la religiosità napoletana e i forti contrasti sociali, diede impulso ad una nuova generazione di artisti. Con questa esposizione ci si prefigge di promuovere, non tanto un'esposizione storica – artistica, pur nel rispetto di ogni contenuto scientifico, quanto invece una ricerca di nuovi linguaggi di avvicinamento alla lettura dell'opera d'arte, con l'intento di stimolare l'interesse in generi di pubblico non educato per avvicinarlo al linguaggio dell'arte e favorire una fruizione completa. Non una semplice visita ma un'esperienza multisensoriale per far conoscere il Barocco, mediata dalla comunicazione metalinguistica indirizzata a tutti. La sperimentazione è l'innovazione è al centro dell'azione della Ripartizione Cultura che deve guardare al mondo che cambia e fornire nuovi strumenti di conoscenza.
GIUDITTA E OLOFERNE di ARTEMISIA GENTILESCHI (dettaglio)