sabato, 23 maggio 2009, ore 19:25

Backstage del documentario storico Il castello delle sterline

 Regia di Roberto Condotta- sceneggiatura di Roberto Rinaldi.

Una produzione per la Rai di Bolzano

 

                                                                                                 

IL CASTELLO DELLE STERLINE 
Regia di Roberto Condotta - sceneggiatura di Roberto Rinaldi

 In collaborazione con la sede RAI di Bolzano

un documentario storico prossimamente sullo schermo televisivo di Rai 3

 

copertina 2

 

Il castello Labers vicino Merano torna ad essere il set, concesso dalla famiglia Stapf- Neubert, per un documentario storico che racconta attraverso dei testimoni, la truffa con la falsificazione di milioni di sterline inglesi, diventata anche la trama del film “Il Falsario”, premiato con l'Oscar nel 2008. Il regista Roberto Condotta dopo aver letto un'intervista a Luciano De Marchi, figlio di Amos De Marchi, l'autista del maggiore delle SS Friedrich Schwend (a capo dell'operazione al Labers), ha realizzato “Il castello delle sterline” un film che sarà trasmesso a Passpartù, programma della sede Rai di Bolzano. Le riprese si sono avvalse di testimonianze importanti che avvalorano cosa è realmente accaduto durante l'occupazione nazista a Merano: lo smistamento delle banconote false, la presenza in città di una delegazione dell'ambasciata giapponese in Italia e l'uccisione del capitano Mitsunobu caduto in un'imboscata dei partigiani, la fuga dai suoi rapitori di Amos De Marchi, autista del diplomatico giapponese, il ritrovamento di sterline false nell'organo della chiesa di San Valentino a Merano, da parte di Ezechiele Podavini, organista molto celebre. La produzione ha intervistato anche lo storico Gerald Steinacher, esperto in materia di nazismo. Le riprese sono state effettuate con nuova tecnologia ad alta definizione, girata in progressivo (simile alle riprese di documentari in pellicola) e la trama inizia con la ricostruzione dell'assassinio di Teofilo Kamber, un giovane istriano di 25 anni, ucciso dal maggiore delle SS Friedrich Schwend, sepolto di notte a Lana, per aver tradito la fiducia del maggiore, dopo aver tentato di fuggire in Valsugana in provincia di Trento, con un carico di banconote false e documenti segreti. Una vicenda raccontata anche da Paolo Cagnan, giornalista del Trentino nel suo libro “Delitti e misteri”, nel capitolo “Il tesoro d'inchiostro”. L'Operazione Bernhard prende il nome dal capitano delle SS Bernhard Krüger e nasce nel campo di concentramento nazista di Sachsenhausen in Germania, dove il più geniale falsario di banconote dell'epoca, Solomon Sorowitsch, fu in grado di riprodurre false sterline. Lo scopo era quello di immettere sui mercati inglesi milioni le banconote per indebolire l'economia del Regno Unito, creando così un'inflazione da provocare danni all'industria di guerra..Concepita nel 1939 dopo la dichiarazione di guerra franco – britannica alla Germania, ammontava a 134 milioni di sterline, talmente perfette da ingannare perfino il vaglio dei banchieri svizzeri. Nel1940, i nazisti tentarono di realizzare delle sterline contraffatte, unicamente con manodopera costituita dalle SS.

comparse film castello

Visto che questa produzione era insufficiente, il generale Krüger, il regista dell'operazione Bernhard, decise di far produrre i falsi da alcuni deportati ebrei, professionisti della stampa, che sarebbero stati giustiziati una volta concluso il loro compito. Dopo l'otto settembre del 1943, viene presa la decisione di trasferire il centro di smistamento delle sterline false, nel castello Labers a Merano, (la storia è stata scritta anche da Paolo Valente nel libro “Porto di mare”), una città che faceva parte del territorio occupato dai nazisti. Il generale Kaltenbrunnen affida a Schwend a capo del gruppo “Wendig” il proseguo dell'operazione a Merano, città diventata un luogo strategico, in cui s’incontravano diplomatici stranieri, spie, alti ufficiali dell’esercito nazista, criminali di guerra in fuga. Uno testimoni principali è Luciano De Marchi, il quale racconta la vicenda legata al castello. “Mio padre era stato arruolato nell’esercito nel 1935 a Trento dove era addetto ai semoventi e nel 1941 fu mandato al fronte russo per combattere dove rimase tre anni aggregato alla Wehrmacht. Tornato a casa gli venne affidato il ruolo di autista del capitano Toyo Mitsunobu, con il compito di accompagnarlo nelle sue missioni. In una di queste i partigiani sugli Appennini della Toscana tesero un’imboscata all’auto uccidendo Mitsunobu. Mio padre fu catturato ma dopo un mese riuscì a tornare a casa. Da quel momento la vita della nostra famiglia cambierà a causa delle banconote false. Io e miei genitori andammo a vivere nel castello e mio padre diventò l’autista del maggiore Schwend. Io potevo vedere cosa facevano i tedeschi – ricorda De Marchi - quando caricavano le casse delle sterline sui camion, scortati dai soldati che le trasferivano all'estero”. Ezechiele Podavini invece ha scoperto le sterline false occultate dentro l'organo della chiesetta di San Valentino. “Durante un'ispezione all'organo (con lui c'erano anche un sacerdote, don Albino Tura e l'organista Renato Fait, ndr) celati dietro la tastiera, c'erano quarantatré pacchi da dieci banconote ognuno, da dieci e da cinque sterline, in carta da filigrana bianca. Recavano il numero di serie e la firma del cassiere della Banca d'Inghilterra, emesse fra il 1933 e il 1938. Al cambio, se fossero state buone, il loro valore sarebbe stato di cinque milioni di lire. Furono poi consegnate alla polizia. I tedeschi le avevano nascoste nella chiesa ritenendolo un nascondiglio sicuro”.

dal set film castello 2

Nel filmato si vede anche Luciano De Marchi bambino, interpretato da Paul Nikolaus Störk di Merano, mentre gioca vicino ai soldati tedeschi, comparse in divisa del gruppo di rivisitazione storica Feldgrau di Roma. Il regista Condotta è riuscito anche a ottenere dei filmati originali risalenti alla seconda guerra mondiale, e sul set circolano mezzi d'epoca originali come dei sidecars Bmw - r75 e auto Kübelwagen. Durante le ricerche per scrivere la sceneggiatura, consultando il libro “Il mistero della Missione giapponese” di Paolo Savegnago e Luca Valente e il contributo di Paolo Valente, (edito da Cierre e Istituto storico della resistenza della Provincia di Vicenza “Ettore Gallo”) si è saputo che nel 1943 il capitano Mitsunobu (interpretato da Hajime Saito che di professione fa il cuoco), insieme al capitano Yamanaka firmarono il libro degli ospiti di Castel Tirolo, dove si erano recati in visita con le famiglie. Una traccia indelebile della loro presenza a Merano, crocevia di intrighi internazionali e vicende ancora in parte misteriose.

foto dal set Castello

Robertoerre
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